Copa América 2015 – tennistica Argentina, 6 a 1 al Paraguay

Il vantaggio di Rojo
Il vantaggio di Rojo

Sarà Cile-Argentina la finalissima della Copa América 2015. Molti pronosticavano questo scontro finale, gareggieranno i padroni di casa a cerca della prima storica vittoria e la squadra più forte del continente sudamericano, forse la migliore al mondo. Non riesce a compiere l’impresa il Paraguay, che non bissa la finale di quattro anni fa. L’Argentina strappa un biglietto per l’Estadio Nacional de Chile, dove affronterà la Roja, sabato alle 22.00 (ora italiana). Dilaga l’Albiceleste nella seconda semifinale della rassegna cilena, ben sei sono le reti messe a segno contro il Paraguay, un risultato tennistico. Lo straordinario attacco bianco-celeste non aveva brillato nelle ultime uscite ma ha sfoderato tutto il suo repertorio nell’importante gara contro i paraguayani. Tuttavia, nonostante il risultato possa far pensare a un match giocato da una sola squadra, la partita non è stata affatto poco combattuta nei primi 45 minuti. Dopo sei minuti il Paraguay ha una chance per portarsi avanti con Santa Cruz che, servito da Haedo Valdez, non conclude bene in porta. A segnare per prima è però l’Argentina al 15′: cross di Messi su punizione e Rojo ne approfitta calciando a rete con un sinistro ben piazzato. Il difensore del Manchester United si conferma un grande rapace dentro l’area di rigore, per il fenomeno del Barcellona è invece il primo di tre assist siglati nella giornata di ieri. Il secondo passaggio vincente è per Pastore, che al 27′ incrementa il risultato a favore dell’Argentina. Tiro rasoterra in diagonale dal limite dell’area e Villar battuto. Ma il Paraguay è una squadra che non molla mai e, nonostante gli infortuni e le conseguenti uscite dal campo di Derlis Gonzalez e Santa Cruz, accorcia le distanze nei minuti finali della prima frazione di gioco con Lucas Barrios. Errore generale della retroguardia argentina e l’ex Borussia Dortmund sfrutta l’occasione fulminando Romero con un sinistro ben angolato da posizione centrale. Pochi minuti dopo l’Albirroja ha anche l’opportunità di pareggiare: bella giocata di Bobadilla in area di rigore, finta su Otamendi ma tiro troppo alto.

Argentina-Paraguay 2

La ripresa è un vero dominio argentino. Il Paraguay commette l’errore letale di scoprirsi subito alla ricerca del pari e la squadra di Martino lo punisce. Proprio da una situazione di contropiede nasce il gol che chiude la partita, il 3-1 firmato Di Maria. Assist d’oro del Flaco Pastore, il sinistro del Fideo non perdona e buca la porta difesa da Villar con una botta angolata sul secondo palo. Un colpo duro da digerire per il Paraguay che non ha più le forze per tentare una nuova improbabile rimonta e subisce soltanto le offensive della Selección. Gli argentini si divertono andare in gol con facilità e il risultato è una vera e propria goleada che raggiunge i livelli di Cile-Bolivia. Di Maria trova la doppietta al 53′ dopo una fantastica azione corale dell’Argentina: ennesima giocata eccezionale di Messi, Pastore tenta lo scavetto sul portiere che però tocca ma allo stesso tempo regala un involontario assist al talento di Rosario il quale appoggia in rete. Nel finale partecipano alla festa Aguero e il subentrato Higuain. Il primo realizza un bellissimo gol di testa da centravanti puro, il secondo va a segno con una conclusione dentro l’area di rigore su assist di Messi. Per il Paraguay l’unica soddisfazione è potersi giocare il terzo posto nella “finalina” contro il Perù. Ben più importante sarà invece la sfida che coinvolgerà l’Argentina sabato: un atto conclusivo che sa tanto di rivincita dopo la sconfitta contro la Germania al Mondiale. Di fronte però ci sarà il Cile che ha voglia di scrivere la storia: mai la Roja ha alzato al cielo la Copa América, si cerca infatti il primo trofeo della storia. C’è anche un precedente: esattamente sessant’anni fa, sempre in casa, sempre in finale contro l’Argentina, sempre all’Estadio Nacional, il Cile perse 1-0 davanti a più di 50 mila spettatori. Un boccone amaro che da quelle parti non hanno ancora digerito.

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