Copa América 2015 – Il pagellone

A poco più di una settimana dal termine della Copa América 2015, è ora di tirare le somme. Non poteva mancare, seppur con qualche giorno di ritardo, il pagellone sulla rassegna sudamericana che si è appena conclusa e ha visto trionfare il Cile. Proprio i padroni di casa si aggiudicano il voto più alto possibile.

Cile   CILE – 10

Cosa chiedere di più? Prima storica Copa América alzata al cielo dalla nazionale cilena, perlopiù davanti al proprio pubblico. La squadra di Sampaoli non poteva regalare una gioia più grande al popolo cileno. Solo due pareggi (contro il Messico ai gironi e contro l’Argentina in finale) e quattro vittorie, 13 gol fatti e 4 subiti. C’è stata qualche polemica su presunti favori arbitrali ma alla fine ha vinto la squadra che meritava di più di conquistare l’ambito trofeo al cielo. Non c’è stato un calciatore che si è esaltato particolarmente, tutta la rosa convocata per la competizione si è rivelata all’altezza andando oltre le aspettative. Dopo 99 anni di attesa, i tifosi della Roja possono finalmente festeggiare vittoriosi grazie alle gesta di Vidal, Sanchez e compagni.

Cile campione

Perù   PERÙ – 8 ½

Quattro anni fa realizzò l’impresa di piazzarsi terzo, quest’anno ha replicato quel di buono fatto vedere in Argentina mettendo in bacheca un’altra medaglia di bronzo. All’esordio i peruviani hanno perso contro il Brasile ma successivamente hanno inanellato una serie di buoni risultati e sono volati fino in semifinale. A negare la gioia della finale ai ragazzi di Gareca è stata la nazionale cilena, che poi si è laureata campione. Il Perù ha messo in mostra un buon gioco e ha dato filo da torcere anche agli attuali campioni in carica. Si sono distinti nel corso della competizione il centravanti Guerrero, capocannoniere del torneo, e il trequartista Cueva, un profilo da monitorare bene visto che gioca ancora in patria ed è un classe ’91.

Perù-Paraguay

Argentina   ARGENTINA – 8

Il voto è alto, ma non altissimo. Non è dovuto alla finale persa (non si può giudicare un torneo in base a un rigore sbagliato), ma alla competizione in generale disputata dall’Albiceleste. Tanti alti e bassi, basta pensare al pareggio in rimonta all’esordio contro il Paraguay e alla vittoria per 6-1 in semifinale contro la stessa squadra. Ai quarti con la Colombia la squadra di Martino è stata fortunata dai tiri dal dischetto, in finale invece la lotteria dei rigori non ha sorriso ai bianco-celesti. Messi ha brillato a intermittenza, è sbagliato criticarlo duramente ma era lecito aspettarsi qualcosa di più. L’Argentina merita di vincere qualcosa ma obiettivamente il Cile ha disputato una Copa América migliore e alla fine è stato giustamente ricompensato.

Argentina vs Colombia

Paraguay   PARAGUAY – 7 ½

Forse la goleada subita dall’Argentina ha rovinato un po’ la perfetta Copa América del Paraguay. Cinque punti in un girone di ferro e Brasile battuto ai quarti di finale. Gli uomini allenati da Diaz non si sono affidati solo alla solita garra, ma hanno anche espresso buon gioco in alcune occasioni, giocandosela alla pari con tutti fino all’inizio della ripresa della semifinale contro Messi e compagni. Quattro anni fa i paraguayani arrivarono in finale, quest’anno non hanno raggiunto l’atto conclusivo ma ci sono andati vicino. Derlis Gonzalez è stata una delle rivelazioni del torneo, molti lo indicavano come uno dei giovani più promettenti e non ha deluso le aspettative. Bene anche il resto dell’attacco, il settore con più qualità dell’intera rosa.

Paraguay-Brasile

Bolivia   BOLIVIA – 7

Considerata la matricola del torneo, la meno quotata alla vittoria finale dopo la Giamaica, la nazionale boliviana è stata invece una delle più belle sorprese della competizione. La squadra di Soria ha passato il turno andando contro ogni pronostico e ha anche dimostrato di avere giocatori di buon livello come il già famoso attaccante Marcelo Moreno Martins, i centrocampisti Smedberg-Dalence e Chumacero, e il portiere Romel Quiñónez, uno dei migliori della Copa América nel suo ruolo. Il pareggio all’esordio contro il Messico e la vittoria con l’Ecuador hanno permesso alla Verde di accedere alla fase a eliminazione diretta con una giornata di anticipo. Ai quarti però il Perù ha messo fine ai sogni boliviani, i quali possono essere comunque più che soddisfatti per un ottimo torneo.

Bolivia-Ecuador

Venezuela   VENEZUELA – 6

Nonostante il mancato accesso alla fase a eliminazione diretta, la nazionale venezuelana merita la sufficienza. Anche la Vinotinto era considerata all’inizio della Copa América come una delle formazioni più deboli ma è riuscita a mettere in difficoltà squadre di prima fascia. All’esordio i venezuelani hanno battuto la Colombia, la seconda partita contro il Perù è stata influenzata da un’espulsione molto dubbia di Amorebieta. Giocarsi le proprie chance di qualificazione contro il Brasile non è certo facile, Rondon e compagni sono stati sconfitti per 2-1 all’ultima giornata e hanno detto addio alle speranze di qualificazione. Tuttavia la nazionale è andata oltre le aspettative, un altro segnale di crescita per un paese dove il calcio prova a emergere. Oltre al già nominato attaccante dello Zenit, si sono messi in mostra i centrocampisti Rincon e Guerra e il terzino Rosales, tutti autori di buone prestazioni.

Venezuela

Giamaica   GIAMAICA – 6

Zero punti e sufficienza? Ebbene sì ragazzi perché dalla Giamaica ci si aspettava un andamento peggiore. Dati per spacciati in un girone di ferro dove c’erano i detentori del titolo, i vice campioni e l’Argentina, i ragazzi giamaicani non hanno sfigurato e ora stanno dando il meglio di loro nella Gold Cup, il torneo organizzato dalla confederazione alla quale sono iscritti. Nella prima partita con l’Uruguay i caraibici hanno addirittura sfiorato il vantaggio nel primo tempo ma sono stati castigati da Rodriguez nella ripresa, autore del gol dell’uno a zero. Stesso risultato nelle gare contro Paraguay (vero e proprio gollonzo di Benitez) e nazionale argentina, da cui ci si aspettava una goleada. I giocatori migliori della rosa già giocano in Europa e hanno una discreta esperienza alle spalle (i vari McAnuff, McCleary, Austin), mentre, tra quelli che giocano in America, si sono distinti Giles Barnes, attaccante classe ’88, e Kemar Lawrence, talentuoso terzino di 22 anni, entrambi in forza nella MLS statunitense.

Argentina-Giamaica 2

Messico   MESSICO – 5 ½

Il Messico è un caso a parte: se fosse partito con la rosa che attualmente sta disputando la Gold Cup, avrebbe sicuramente passato un girone più che abbordabile. Il tecnico Herrera ha però preferito convocare una formazione B, composta per la quasi totalità da giocatori in forza nel campionato locale. Il motivo? Puntare tutto sulla rassegna continentale che si sta disputando negli Stati Uniti per cercare di laurearsi campioni del Nord e Centro America. Tuttavia il valore della squadra era superiore a quello di Ecuador e Bolivia, questa la ragione della mancata sufficienza. Due punti totalizzati, bastava una vittoria nell’ultima partita per passare il turno e invece è arrivata una sconfitta per due a uno contro la selezione ecuadoregna. Una Copa América non esaltante che però ha permesso alla Tricolor di avere i migliori giocatori pronti per la Gold Cup. Il migliore per i nordamericani è stato Jesus Manuel Corona, bene anche gli attaccanti Vuoso e Jimenez.

Messico 4

Ecuador   ECUADOR – 5

Con il Messico che non è riuscito a decollare, l’Ecuador doveva fare qualcosa in più. Ha sperato fino all’ultimo nella qualificazione alla fase a eliminazione diretta ma non è riuscito a entrare tra le due migliori terze. Gli ecuadoregni sono stati molto discontinui nel corso della competizione, basta pensare alla partita contro la Bolivia dove hanno messo a segno due reti nella ripresa ma ne hanno incassate tre nel primo tempo. La fortuna non ha aiutato i ragazzi di Gustavo Quinteros: la traversa di Enner Valencia contro il Cile e il rigore sbagliato proprio da quest’ultimo con i boliviani sono due episodi che hanno segnato il cammino ecuadoriano nella nel corso della competizione. Inoltre la squadra ha dovuto rinunciare a elementi di spicco per il calcio locale, come Antonio Valencia e Felipe Caicedo, entrambi infortunati. Continua la maledizione della Tri in Copa América, la sorte non ha mai sorriso agli ecuadoregni in questa competizione.

Ecuador 3

Uruguay   URUGUAY – 5-

I quarti di finale sono poco per la nazionale campione in carica, ci si aspettava di più dai ragazzi allenati da Tabarez. Il risultato non esaltante uruguayano può essere però giustificato dall’assenza di giocatori che furono fondamentali quattro anni fa in Argentina per alzare al cielo il trofeo: Forlan, ritiratosi dalla nazionale, e Suarez, ancora squalificato per famoso il morso a Chiellini. L’eliminazione ai quarti fa ancora discutere da quelle parti, gli uomini di Tabarez non hanno ancora digerito l’espulsione di Cavani, provocato da una “palpatina” di Jara. Ciò non toglie che il cammino uruguayano prima della sfida contro il Cile non era stato affatto entusiasmante. All’esordio la Celeste ha vinto soffrendo con la Giamaica, successivamente ha perso contro l’Argentina e pareggiato con il Paraguay, senza convincere in nessuna delle tre gare. La qualificazione alla fase a eliminazione diretta è arrivata tramite il terzo posto, troppo poco per una delle favorite alla vittoria finale del torneo. Un attacco molto debole (solo due gol messi a segno in quattro partite) e un modo di giocare a tratti troppo difensivo.

Uruguay 1

Colombia   COLOMBIA – 4 ½

Tanto talento e qualità ma i risultati stentano ad arrivare. Da anni la nazionale di Pekerman viene etichettata come una squadra dal roseo avvenire e ha raggiunto traguardi importanti come la terza posizione nel Ranking FIFA datata autunno 2014. Tuttavia i colombiani non riescono ad alzare al cielo qualcosa di prestigioso, dopo un ottimo Mondiale ci si aspettava qualcosa di più nella Copa América appena conclusa. Il cammino dei Cafeteros nella rassegna cilena è iniziato con la sconfitta contro il Venezuela, la vittoria con il Brasile e il pareggio con il Perù hanno consentito a Falcao e compagni di qualificarsi ai quarti in veste di seconda miglior terza della competizione. La partita con l’Argentina è stata soltanto calci in mezzo al campo e zero azioni pericolose, i tiri dagli undici metri hanno poi castigato la Colombia. Poche le note positive (una di queste è il neo-nerazzurro Murillo, autore di ottime prestazioni), tante le cose da rivedere. Un attacco da cento milioni e passa di euro non può siglare soltanto una marcatura in quattro gare, perlopiù firmata da un difensore centrale.

Colombia 3

Brasile  BRASILE – 4

Il Brasile è ai minimi storici. Il sette a uno subito al Mondiale dalla Germania non è stato solamente un singolo episodio, ma la conferma che senza la sua stella Neymar la nazionale verde-oro non somiglia neanche lontanamente a quella dei decenni passati. Lo stesso campione del Barcellona non può essere una certezza per la squadra di Dunga, troppi i cartellini rossi con cui ha dovuto fare i conti negli ultimi anni. Sembrava che le dieci vittorie consecutive nelle amichevoli fossero il segnale di una seria ripresa del Brasile dopo l’esonero di Scolari, la Copa América ha invece testimoniato il contrario. Il primo posto nel girone è solo un’illusione, la Seleçao non ha mai convinto nel corso del torneo, le vittorie con Perù e Venezuela sono arrivate soffrendo e anche grazie a un po’ di fortuna. A eliminare il Brasile è stato il Paraguay ai quarti di finale. Dopo un buon primo tempo, conclusosi con un parziale favorevole ai brasiliani, la seconda frazione di gioco ha visto la squadra di Dunga buttare il pallone in avanti e chiudersi in difesa. Il pari avversario è arrivato su rigore e successivamente, sempre dagli undici metri, la Verde-Amarela ha visto vincere i paraguayani. Troppi poi gli errori individuali, dal primo gol subito per uno svarione del duo Luiz-Jefferson, al penalty assegnato contro i “canarini” ai quarti per un fallo di mano grossolano di Thiago Silva. Così come per la Colombia, si fatica a trovare degli aspetti positivi. Forse anche le convocazioni sono state sbagliate, soprattutto in attacco. Bisogna ritrovare la giusta strada al più presto, il popolo brasiliano, che ha sempre vissuto per il calcio, non perdonerà altre brutte figure.

Brasile-Perù

Be the first to comment

Leave a Reply