Confederations Cup 2017 – Girone B – Cile

Alle 17.00 di oggi è andato in scena il match apripista della Confederations Cup 2017 che ha visto imporsi i padroni di casa della Russia sulla Nuova Zelanda per 2-0. Il discorso sul girone A è terminato da tempo, così come quello sulla Germania che abbiamo archiviato in mattina. Per concludere tutta la descrizione delle nazionali del secondo gruppo dobbiamo premere il piede sull’acceleratore, domani sera infatti scenderanno in campo Cile e Camerun, lunedì sarà la volta della nazionale tedesca contro l’Australia. L’articolo su cui avete cliccato parla proprio del Cile, partecipante alla Confederations Cup in quanto campione del Sud America in carica. La Roja ha alzato al cielo le ultime due edizioni della Copa America, tuttavia quella che gli ha permesso di staccare il biglietto per la Russia è datata 2015, dato che il centenario andato in scena un anno fa è considerato un’edizione speciale. Per il Cile si tratta della prima partecipazione alla Coppa delle Confederazioni, dato che fino al 2015 non aveva mai trovato il successo nel proprio continente. Le aspettative su questa nazionale sono alte, il 4° posto nel Ranking FIFA comporta oneri e onori. Il tecnico spagnolo Juan Antonio Pizzi, in carica dal gennaio del 2016 e scelto in veste di sostituto di un guru come Sampaoli, ha forgiato il proprio undici con un classico 4-3-3, modulo adatto per sfruttare tutta la velocità e la tecnica del reparto offensivo cileno.

PORTIERI E DIFENSORI

Partendo dal reparto più arretrato, ovvero la porta, ci imbattiamo nella zona di competenza di Claudio Bravo, numero uno nonché capitano della selezione sudamericana. Nel giro della nazionale dal 2004, l’estremo difensore del Manchester City conta 112 apparizioni a livello internazionale, numero che lo incorona giocatore cileno più presente di sempre con la maglia della Roja (tre presenze in più rispetto al suo compagno di squadra Alexis Sanchez). Classe ’83, è passato nel corso della scorsa sessione estiva di calciomercato dal Barcellona al Manchester City su specifica richiesta di Guardiola per 18 milioni di euro, la sua stagione è stata però tutt’altro che entusiasmante e si è conclusa con un parecchie partite saltate a causa di un infortunio al polpaccio di cui non si è ancora sbarazzato. È partito comunque per la Russia ma salterà il primo match contro il Camerun, lo sostituirà momentaneamente Johnny Herrera. Leggenda vivente dell’Universidad de Chile, club che lo aveva lanciato nel professionismo nel 1999 e in cui è tornato da protagonista nel 2011, è un portiere di assoluta esperienza che conta 36 primavere sulle spalle. Nel giro della nazionale da tempo, non è mai riuscito a spodestare Bravo e si è sempre accontentato di presenze sporadiche. Completa il quadro degli estremi difensori Cristopher Toselli, numero uno dell’Universidad Catolica. Nato nel 1988 ad Antofagasta ma con lontane ascendenze italiane, in carriera ha sempre difeso la porta della compagine di Santiago del Cile. Passando a parlare del reparto difensivo, iniziamo con i centrali di difesa per poi passare ai terzini. Al centro della retroguardia troverà posto Gary Medel, altro leader indiscusso della selezione cilena come testimoniano le 100 apparizioni in nazionale. Le sue caratteristiche sono ben conosciute da tutti gli appassionati di calcio italiani e in particolare dai tifosi interisti, nasce mediano ma con il Cile è sempre stato impiegato da difensore. Specializzato nella fase di interdizione, è un giocatore particolarmente grintoso tanto da essere soprannominato Pitbull. È anche abbastanza dinamico ed esplosivo dal punto di vista muscolare, il suo difetto è talvolta l’eccessiva irruenza che lo contraddistingue nei contrasti. Persistono ancora dubbi su chi sarà a coadiuvarlo alla guida della retroguardia. Nell’ultimo match della nazionale, un’amichevole contro la Romania, è sceso in campo dal primo minuto Enzo Roco, centrale difensivo in forza in Messico al Cruz Azul ma con un passato in Spagna all’Elche e all’Espanyol. Classe ’92, è un centrale abbastanza compassato ma in compenso dotato di un fisico aitante che lo rende esperto nel gioco aereo e nei duelli corpo a corpo. È in ballottaggio con Gonzalo Jara, altro totem del movimento calcistico cileno. Per quanto riguarda le partite giocate in nazionale supera addirittura il proprio collega Medel di due unità, è un punto fermo del Cile dalla Copa America del 2007. Classe ’85, attualmente difende la causa dell’Universidad de Chile ma in passato ha militato per molti anni in terra inglese, totalizzando anche una trentina di presenza nella massima serie. Rispetto a Roco è un centrale più mobile, così come Medel la tipica garra sudamericana è per lui croce e delizia. Sulla fascia sinistra dovrebbe muoversi Eugenio Mena, laterale piccolo fisicamente e abbastanza veloce. È stato tra i protagonisti della spedizione cilena in Brasile nel 2014 e del successo nella Copa America 2015, un anno fa nel centenario della più prestigiosa competizione sudamericana ha invece pagato un infortunio al tendine di Achille che lo ha tenuto fermo ai box dalla seconda giornata in poi. Gioca in Brasile al Recife in prestito dal Cruzeiro, a 28 anni non ha ancora mai oltrepassato l’oceano per intraprendere un’esperienza in Europa. In verità non è ancora certo un suo utilizzo dal primo minuto, a spingere dietro le sue spalle c’è infatti Jean Beausejour, pupillo di Bielsa prima e Sampaoli poi per le sue caratteristiche di giocatore a tutta fascia. Sulle spalle conta 33 primavere e 94 apparizioni con il Cile, è un terzino dotato di grande fiato, buone abilità tecniche e atletiche. Nato a Santiago da padre di origine haitiana e madre mapuche, un popolo amerindo originario del Cile centrale, la carriera da calciatore lo ha portato a conoscere molti paesi diversi quali Svizzera, Brasile, Belgio, Messico e Inghilterra. A destra si muoverà Mauricio Isla, a cui manca una presenza per toccare le 90 gare con il Cile. In Italia ha militato per tanti anni in Friuli tra le fila dell’Udinese, in seguito è passato alla Juventus senza riuscire a consacrarsi e ora abita in Sardegna e gioca con il Cagliari. Giocatore polivalente, in carriera ha ricoperto anche il ruolo di intermedio di centrocampo grazie al suo acume tattico. Corsa e resistenza fisica figurano nel suo repertorio, così come buona personalità. Molto probabilmente partirà dal primo minuto, nonostante nell’ultima uscita della nazionale si sia accomodato in panchina per far posto a Paulo Díaz, giovane difensore del San Lorenzo classe ’94. Pizzi lo ha utilizzato sia da laterale che da centrale, è approdato in nazionale con l’avvento del 2017 e sin da subito si è ritagliato un posto di rilievo. Sebbene non sia altissimo, il colpo di testa è tra le sue migliori qualità essendo in possesso di ottima elevazione.

CENTROCAMPISTI

Nella recente amichevole contro la Romania Pizzi ha messo in campo un centrocampo sperimentale testando dal primo minuto alcune seconde linee. La linea mediana del Cile non dovrebbe essere però oggetto di sorprese eclatanti e bene o male ci sono pochi dubbi riguardo chi scenderà in campo. Superfluo nominare Arturo Vidal, colonna portante del Cile ed emblema della nazionale sudamericana. Il classe ’87 ex Juventus si posizionerà come intermedio di sinistra in modo da essere molto vicino alla porta e da sfruttare al meglio l’ottimo tiro dalla distanza. I suoi numeri con il Cile sono indicativi per capire il valore del giocatore: nonostante di professione faccia il centrocampista, in 89 partite ha trovato la via della rete in 22 occasioni. In carriera aveva iniziato come difensore centrale, in seguito le spiccate qualità in zona-gol hanno portato i suoi allenatori ad avanzarlo fino a indossare le vesti del trequartista. Si è consacrato da incontrista a centrocampo, è molto abile in fase di recupero del pallone grazie all’eccezionale senso della posizione, all’audacia nei contrasti e al carisma da vendere. Al centro del reparto cileno dovrebbe trovar spazio Pablo Hernández, regista classe ’86 lanciato in nazionale da Sampaoli e confermato in seguito da Pizzi che nel centenario della Copa America lo ha spesso schierato dal primo minuto. Centrocampista a tutto tondo, sa rendersi utile in fase di non possesso palla ma dà il meglio di sé quando tiene il pallone incollato ai propri piedi. Visione di gioco e classe cristallina lo contraddistinguono, tanto che è perfetto anche per il ruolo di trequartista. Veste la maglia del Celta Vigo, in nazionale è arrivato relativamente tardi poiché fino a tre anni fa era considerato di nazionalità argentina (ha poi ricevuto il permesso di giocare per il Cile grazie alle origini della nonna). Completa il terzetto a centrocampo Charles Aránguiz, titolare inamovibile nel Cile dell’ultimo biennio. Dal 2015 è sotto contratto con il Bayer Levekusen, è un centrocampista a tutto campo in possesso di ottime qualità atletiche e tecniche. Classe ’89, è molto rapido nel breve e resistente fisicamente, deciso nei contrasti e abile anche nell’impostare l’azione. Tutte queste qualità colpirono subito il suo primo commissario tecnico in nazionale, Marcelo Bielsa, che lo fece esordire nel 2009 a vent’anni. Tra le riserve si evidenzia il nome di Marcelo Díaz, tornato recentemente in nazionale dopo esser stato assente per parecchi mesi a causa di problemi fisici. Si trova a proprio agio se posizionato da vertice basso a guardia della difesa, posizione che gli garantisce anche discreta libertà in fase di impostazione del gioco. Fisicamente è molto minuto (166 cm di statura) ma in compenso possiede grande forza muscolare e agilità, inoltre è uno specialista sui calci piazzati. Classe ’86, gioca al Celta Vigo. Più staccato nelle gerarchie c’è Francisco Silva, esperto mediano del Cruz Azul e nel giro della nazionale da più di un lustro. Coetaneo di Diaz, è un giocatore specializzato nell’interdizione e Pizzi lo considera adatto a posizionarsi al centro della mediana. Oltre alla classica garra cilena che è presente nei repertori di tutti i giocatori della nazionale, vanta anche un buon tiro dalla distanza. Ha invece peculiarità più offensive e quattro anni di meno Felipe Gutiérrez, assente l’anno scorso nel centenario della Copa America per un infortunio ma campione nel 2015 tra le mura amiche, seppur da comparsa. È un centrocampista abile soprattutto con la palla tra i piedi, può essere impiegato nella posizione di regista oppure addirittura schierato da esterno alto in attacco, come accaduto contro la Romania. In Europa si è fatto conoscere con Twente e Real Betis, a marzo è però tornato in prestito in Sud America, ai brasiliani dell’Internacional. Completa il quadro dei centrocampisti Leonardo Valencia, numero dieci del Palestino, club di massima divisione cilena. In nazionale conta 5 presenze, quasi tutte in test amichevoli, ma Pizzi potrebbe contare sul suo buon periodo di forma (17 presenze e 7 reti nell’ultima stagione). Rapidità, specializzazione sui calci piazzati e tiro in porta dalla distanza sono le frecce migliori nella sua faretra.

ATTACCANTI

In attacco due posti su tre sono già stati assegnati, uno è ancora vacante. Non si hanno infatti certezze su chi partirà dal primo minuto sulla fascia destra, al contrario della corsia opposta che ha un assoluto dominatore. Alexis Sánchez non avrà problemi a convincere Pizzi a puntare su di lui, è forse il giocatore più forte della storia di sempre del suo paese e come già detto in precedenza il secondo più presente (109 gare) nonché il miglior marcatore (37 gol) a pari merito con l’ex centravanti di Lazio e Juventus Marcelo Salas. La piccola ala sinistra classe ’88 lanciata nel panorama calcistico europeo dall’Udinese, il quale dieci anni fa lo prelevò dal Cobreloa per tre milioni euro, ha caratteristiche fisiche e tecniche note a qualsiasi persona appassionata di calcio. Velocissimo, maestro del dribbling e dotato di un ottimo tiro, in carriera ha vestito la prestigiosa casacca del Barcellona (vincendo la Coppa del Mondo per club nel 2011) e dal 2014 milita tra le fila dell’Arsenal. La punta di riferimento sarà Eduardo Vargas, giocatore che in nazionale riesce a dare il meglio di sé ma che a livello di club non sta avendo certo una carriera da fuoriclasse. Classe ’89, è un attaccante centrale di movimento, piccolo fisicamente e per questo brevilineo e molto scattante. Tra le sue qualità si sottolinea un buon dribbling, non per questo però è lezioso sotto porta, i 32 gol in 72 partite con il Cile dimostrano grande fiuto del gol. Nel gennaio del 2012 il Napoli scommise su di lui quasi 13 milioni di euro, in Italia purtroppo per i partenopei non ha rispettato le aspettative e ha lasciato il nostro paese senza traccia, così come accaduto con Valencia, QPR e Hoffenheim. Attualmente gioca al Tigres in Messico, dove può mettersi in luce in un campionato meno impegnativo. Sulla fascia destra potrebbe prender posto José Pedro Fuenzalida, un elemento non di primissimo livello ma che ha sempre dato prova di essere assolutamente affidabile. Classe ’85, piccolo fisicamente e in forza all’Universidad Catolica, in carriera non ha mai abbandonato il campionato cileno ad eccezione di una recente parentesi in Argentina al Boca Juniors. Piede educato e intelligenza tattica sono le sue doti migliori, senza dimenticare le buone capacità atletiche. Pizzi oltre a lui studia altre soluzioni: potrebbe avanzare come già detto in precedenza “el Pipe” Gutiérrez o dare una chance ad Édson Puch. Il folletto nato ad Iquique nel 1986 somiglia ai propri compagni di reparto per le sue peculiarità fisiche e tecniche: non supera i 168 cm di altezza ma in compenso è imprendibile nello scatto e conoscitore dell’arte del dribbling. In carriera ha militato in patria, negli Emirati Arabi Uniti, in Argentina, in Ecuador e infine in Messico, tra due settimane si accaserà ufficialmente al Pachuca che ha versato nelle casse del Necaxa quasi 6 milioni di euro per averlo. Un’altra pista porta a Martín Rodríguez, uno dei giocatori più interessanti convocati dal Cile. Classe ’94, a gennaio il Cruz Azul lo ha rilevato dal Colo-Colo per circa 3 milioni di euro. È un esterno offensivo minuto di statura, il leitmotiv che ricorre in tutte le descrizione degli attaccanti cileni (171,6 cm di altezza di media per quanto riguarda i membri del reparto offensivo), ma estremamente valido palla al piede, soprattutto in progressione. Come riserva di Vargas è stato chiamato Angelo Sagal, prima punta promessa sposa del Pachuca a partire dal primo luglio. Il club messicano, particolarmente attivo in questa prima fase di calciomercato estivo, lo preleverà dall’Huachipato. Classe ’93 mancino, quando decide di premere il piede sull’acceleratore difficilmente i difensori avversari riescono a fermarlo. Non è un attaccante boa, ama infatti partire dalla trequarti per mettere in mostra le sue buone qualità in progressione o concludere da fuori area.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Bravo

Isla          Medel          Jara          Mena
Isla          Medel                  (Roco)       (Beausejour)

Aranguiz          Hernandez          Vidal
Aranguiz         (M. Diaz)         Vidal

Fuenzalida          Vargas          Sanchez