Confederations Cup 2017 – Girone B – Australia

Si conclude oggi il nostro cammino alla scoperta di tutte le squadre partecipanti alla Confederations Cup, iniziata sabato con la vittoria della Russia sulla Nuova Zelanda e proseguita ieri con il 2-2 tra Portogallo e Messico e con il successo nei minuti finali del Cile contro il Camerun per 2-0. Alle 17.00 scenderanno in campo Australia e Germania per concludere la prima giornata della fase a gironi, della nazionale tedesca abbiamo già trattato qualche giorno fa (cliccate qui se volete dare un’occhiata all’articolo), manca ancora all’appello nella nostra rubrica la selezione oceaniana. In realtà l’Australia partecipa alla Confederations Cup in quanto campione d’Asia in carica. La federazione calcistica locale è infatti affiliata alla AFC, l’organo che gestisce il calcio nel continente asiatico, dal 2006, anno in cui venne presa questa decisione per garantire ai Canguri delle sfide contro nazionali più attrezzate delle piccole selezioni degli arcipelaghi oceaniani, a loro volta avvantaggiate dall’addio dell’Australia all’OFC. I Socceroos hanno alzato al cielo la Coppa d’Asia 2015 tra le mura amiche battendo in finale la Corea del Sud ai tempi supplementari, guadagnando il biglietto per la quarta partecipazione alla Confederations Cup della loro storia. Nel 1997 in Arabia Saudita la compagine isolana arrivò addirittura in finale, dove venne sconfitta dal Brasile con un roboante 6-0 (triplette di Ronaldo e Romario), salvo poi vendicarsi nel 2001 quando vinse contro la Seleçao la finale per il terzo posto. L’ultima apparizione è datata 2005, quando in Germania l’Australia non totalizzò neanche un punto facendo la propria uscita di scena alla fase a gironi. Oggi la nazionale di Ange Postecoglou, in carica dal 2013, punta al passaggio del turno, obiettivo non facile da raggiungere essendo la formazione più debole sulla carta del proprio girone (48° posto nel Ranking FIFA). Nella prova generale prima dell’esordio in Russia, un’amichevole con il Brasile persa 4-0, l’Australia si è schierata in campo con un assetto tattico molto singolare, il 3-4-2-1. Il ct Postecoglou nella sua gestione si è sempre affidato a un modulo con la difesa a 4 (4-3-3 in particolare), tuttavia nel 2017 ha introdotto questa novità che dovrebbe essere riproposta salvo clamorose sorprese nel corso della Confederations Cup.

PORTIERI E DIFENSORI

A guidare tutto l’undici australiano ci sarà Mathew Ryan, uno dei giocatori più affermati a livello internazionale di tutta la formazione australiana. È un portiere non molto alto ma in compenso dotato di grande elasticità ed esplosività muscolare, abile nelle uscite e in possesso di qualità da leader della difesa. Si è consacrato nel calcio che conta con la maglia del Club Bruges nel 2015, le ottime prestazioni messe in mostra in Belgio gli permisero di passare per 7 milioni di euro al Valencia. In Spagna non è riuscito però a confermarsi e nel finale della stagione appena conclusa ha fatto ritorno in terra belga per giocare con il Genk, da luglio sarà il nuovo portiere del Brighton neo-promosso in Premier League. Classe ’92, è titolare in nazionale dal 2014, anno in cui prese parte da protagonista alla Coppa del Mondo brasiliana. A fare le sue veci in caso di indisponibilità ci sarà Mitchell Langerak, estremo difensore classe ’88. Dal 2010 al 2015 ha militato tra le fila del Borussia Dortmund in veste di seconda scelta, da un paio d’anni veste invece la maglia dello Stoccarda con cui ha conquistato la risalita in Bundesliga (36 partite nella stagione appena conclusa). Completa il quadro dei portieri Danny Vukovic, esperto numero uno del Sydney FC campione d’Australia in carica. In patria può vantare un numero di record in A-League non indifferente: nessun portiere nella storia è mai riuscito a superare il suo numero clean sheets (84), nessun portiere era mai riuscito a segnare un gol prima di lui (siglò una rete su calcio di rigore con la maglia del Wellington Phoenix nel 2011) e nessun giocatore può vantare un numero di presenze superiore maggiore delle sue 278 apparizioni nella massima serie australiana. Ha ricevuto la sua prima convocazione in nazionale a marzo e attende ancora il momento di debuttare. Archiviato il discorso relativo alla porta, ci spostiamo a parlare dei difensori centrali che come detto in precedenza saranno tre dal primo minuto. Sul centro-destra Postecoglou dovrebbe concedere spazio a Bailey Wright, ottimo elemento per giocare con la difesa a tre per via dell’ottimo mix tra discreta velocità e abilità nel gioco aereo. Nato nel 1992 a Melbourne, a gennaio si è accasato al Bristol City, club in forza nella Championship inglese, dopo aver passato più di sette anni con lo stemma del Preston stampato sul petto. A lui spetterà il compito di coadiuvare il centrale difensivo a tutti gli effetti, Milos Degenek. Anche lui nella scorsa sessione invernale di calciomercato ha compiuto una scelta coraggiosa lasciando il Monaco 1860 per firmare un contratto fino al 2018 con gli Yokohama F. Marinos, compagine di prima serie giapponese. Nonostante il passaggio in un campionato più marginale nel panorama calcistico mondiale, è riuscito comunque a scalare posizioni in nazionale diventando prima il terzino destro titolare nella difesa a quattro e poi centrale di riferimento con il cambio di modulo. Classe ’94, è nato in Croazia quando ancora era parte del territorio jugoslavo ma ha origini della Serbia, paese che ha anche rappresentato a livello giovanile prima di sposare definitivamente la causa dell’Australia, dove è cresciuto da emigrato. Centrale forte fisicamente e dotato di temperamento, è un giocatore abbastanza versatile e può essere schierato pure a centrocampo. Completa il terzetto difensivo Trent Sainsbury, centrale classe ’92 originario di Perth che i tifosi interisti hanno potuto apprezzare per una ventina di minuti nell’ultima giornata del campionato. È approdato sotto l’ombra del Duomo a gennaio come elemento di contorno della rosa, in suo trasferimento è stato perfezionato nell’ambito della proprietà Suning, proprietaria anche del Jiangsu in Cina, club che detiene il suo cartellino. Tra tutti i giocatori del reparto arretrato è il più abile con il pallone tra i piedi, è inoltre discretamente rapido e dotato di elevazione apprezzabile. Come riserve sono stati convocati i fratelli Ryan e Dylan McGowan, rispettivamente classe ’89 e ’91. Il primo vanta più esperienza in nazionale, conta 16 presenze spalmate nel lasso di tempo che va dal 2012 fino ad oggi. Dopo aver militato per tanti anni in Scozia, paese di cui possiede il passaporto per via della nazionalità dei genitori (nativi di Glasgow), da qualche tempo a questa parte ha intrapreso un esotico cammino in Cina che adesso lo vede protagonista al Guizhou Hengfeng Zhicheng. Al contrario Dylan al termine della Confederations Cup volerà in Portogallo per vestire la maglia del Paços de Ferreira, tornando in Europa dopo aver lasciato nel 2014 l’Hearts. I due fratelli hanno peculiarità affini, sono entrambi rocciosi fisicamente e specializzati nei duelli aerei.

CENTROCAMPISTI

Il discorso relativo ai centrocampisti è più complicato e soprattutto più prolisso. Rientrano infatti nella sezione dedicata ai centrocampisti tre categorie di giocatori: gli esterni della mediana a 4, i due centrali e i trequartisti a ridosso della prima punta di ruolo. Iniziamo a parlare di chi avrà in mano le chiavi del reparto, ovvero Mark Milligan. Tra tutti i convocati per la rassegna russa è il secondo per presenze in nazionale, ad oggi ne conta 56 più altre 36 totalizzate con le selezioni giovanili. Ad agosto spegnerà 32 candeline sulla torta, in carriera iniziò come terzino destro per poi essere traslato al centro della difesa e infine in cabina di regia a centrocampo. È un giocatore utile sia in fase di impostazione che di interdizione e bravo con entrambi i piedi, proprio per questa ragione nel corso degli anni ha visto avanzare il proprio raggio di azione. Non ha mai azzardato un’avventura in Europa preferendo alternare stagioni in patria con esperienze in vari campionati asiatici come Cina, Giappone ed Emirati Arabi Uniti, dove gioca tuttora con il Baniyas. Si muoverà sul centro-sinistra, alla sua destra ci dovrebbe essere Aaron Mooy, probabilmente il giocatore australiano che durante la competizione avrà puntate su di sé più lenti di ingrandimento. Da un anno il suo cartellino è infatti di proprietà del Manchester City che con il benestare di Pep Guardiola lo ha portato in Inghilterra prelevandolo a parametro zero dal Melbourne City, altra squadra di proprietà della holding company con a capo lo sceicco Mansur. Nella stagione appena conclusa è stato spedito in prestito all’Huddersfield nella divisione cadetta inglese per farsi le ossa, Mooy ha sfruttato al meglio l’occasione totalizzando 51 presenze (delle quali 46 da titolare) e conquistando la promozione in massima serie. È un centrocampista completo dal potenziale notevole, sa rendersi utile riconquistando la palla e una volta ricevuto il pallone tra i piedi sfodera tutto il suo repertorio che comprende lanci lunghi millimetrici, giocate di alto spessore e tiro dalla distanza. Classe ’90, in nazionale è ormai un elemento imprescindibile. Viceversa Massimo Luongo è destinato a partire in un primo momento con il fratino addosso per poi entrare in campo e dare il suo contributo nel secondo tempo. Nato nel 1992 a Sydney da una famiglia di origine italiana, la carriera da calciatore lo ha portato da sei anni a vivere in Inghilterra. Attualmente veste la maglia del QPR ma per parecchie stagioni è stato sotto contratto con il Tottenham. Velocità e capacità di impostare l’azione sono le migliori frecce nella sua faretra, in nazionale è stato decisivo nella Coppa d’Asia 2015 ma l’esplosione di Mooy lo ha relegato al ruolo di comprimario. Per concludere l’orazione sui centrali di centrocampo non si può dimenticare il nome di James Jeggo, alle prime armi in nazionale. Postecoglou ha apprezzato la sua buona stagione da titolare allo Sturm Graz come mediano di contenimento e gli ha regalato la possibilità di far parte dei 23 convocati per la Russia. Classe ’92, è nato in Austria e possiede il passaporto inglese ma è cresciuto in Australia, dove è emigrato da bambino. Passando a parlare degli esterni, iniziamo il nostro discorso con Mathew Leckie, reduce da una stagione positiva con l’Ingolstadt in Bundesliga e promesso sposo dell’Hertha Berlino a partire dal primo luglio. Classe ’91, normalmente gioca come ala sinistra ma in nazionale è stato testato come esterno a tutta fascia a destra, essendo un giocatore abile con ambedue e i piedi e soprattutto disciplinato tatticamente. La velocità fulminea è il suo punto di forza, spesso cerca il fondo per poi servire assist ai compagni in area di rigore. Oltre ad attaccare è però una pedina valida anche in fase di non possesso, nonostante le caratteristiche tecniche più adatte per le azioni offensive. A sinistra ci dovrebbe essere spazio per una semi-novità che al contrario di Leckie di professione fa il terzino sinistro, Aziz Behich. Nome e cognome non tradiscono le ascendenze turche, milita inoltre nella Süper Lig anatolica con la maglia del Bursaspor. In nazionale vinse da seconda scelta la Coppa d’Asia nel 2015 e ancor prima trovò un suo momento di popolarità nel 2012, da mesi era scomparso dai radar ma adesso Postecoglou è pronto ad aprirgli le porte della titolarità, visto che il laterale sinistro di riferimento Brad Smith non è disponibile causa infortunio. Piccolo fisicamente, è devastante in progressione grazie alla velocità sopra la media e le ottime qualità atletiche gli permettono di ricoprire il ruolo di esterno a tutta fascia. Si accomoderà in panchina Alex Gersbach, alto terzino sinistro chiamato da Postecoglou. Alle spalle ha due apparizioni in nazionale, entrambe in gare amichevoli, nella testa del ct australiano parte come riserva sulla fascia mancina. Conta sette anni in meno di Behich ed essendo nato nel 1997 è il giocatore più giovane tra i convocati dei Socceroos. Da gennaio 2016 è sotto contratto con il Rosenborg in Norvegia. Dovrebbe figurare tra i nomi delle riserva anche Robbie Kruse, impiegabile sia come esterno di centrocampo a destra (in tal caso Leckie dovrebbe scalare a sinistra) che da trequartista alle spalle del centravanti, ruolo in cui è stato provato nell’amichevole persa contro il Brasile. Classe ’88, è tra i calciatori più esperti in rosa in nazionale, conta 50 presenze con l’Australia, collezionate dal 2011 fino a oggi. Da metà maggio è senza squadra, si è conclusa in anticipo infatti la sua esperienza in Cina al Lioning, in cui era approdato dopo aver lasciato il Bayer Leverkusen. Le sue peculiarità sono molto offensive, predilige giocare da seconda punta essendo rapido e dotato di un ottimo dribbling ma allo stesso tempo di un fisico abbastanza gracile. Come trequartista di destra dovrebbe partire titolare Tom Rogic, campione di Scozia 2016 e 2017 con il Celtic. Origini serbe e fisico da corazziere lo contraddistinguono, a Glasgow è conosciuto per essere l’uomo degli ultimi minuti: spesso e volentieri infatti ha deciso delle gare all’ultimo minuto con reti da cineteca, ultima delle quali la finale di coppa nazionale contro l’Aberdeen. La sua migliore arma è l’eccezionale tiro dalla distanza con il sinistro. Classe ’92, è un giocatore molto interessante che ama giocare tra le linee e vanta un buon feeling con il gol. Al suo fianco agirà Jackson Irvine che in tandem con Rogic forma una coppia da 377 cm di altezza (188+189). Punta proprio sulla fisicità di questi due giocatori l’Australia: il primo è pericoloso dalla distanza e predilige avere il pallone tra i piedi, il secondo è invece un maestro degli inserimenti in area e una minaccia soprattutto quando arriva il traversone dalla fascia. È un anno più giovane rispetto al proprio compagno di reparto e possiede il passaporto scozzese, gioca in Championship con il Burton Albion, club a cui è molto legato tanto da aver recentemente rifiutato un’opulenta offerta dalla Cina. Come riserva attenzione al nome di James Troisi, vecchia conoscenza dei tifosi di Atalanta e Juventus per una sua passata avventura in Italia, rivelatasi fallimentare. Il suo nome rimarrà per sempre inciso nella storia della nazionale australiana, è stato infatti l’autore della rete che in finale di Coppa d’Asia 2015 ha messo K.O. la Corea del Sud ai tempi supplementari. In carriera ha sempre avuto la valigia in mano e a 28 anni ha già alle spalle esperienze in 7 diversi paesi. Attualmente milita in patria tra le fila del Melbourne Victory, è un trequartista mancino bravo tecnicamente e specializzato nel tiro dal limite dell’area. Chiude questo verboso spazio dedicato ai centrocampisti Ajdin Hrustic, ventenne centrocampista offensivo del Groningen di origine bosniaca. Dopo aver fatto la gavetta con la seconda squadra a partire dalla prossima stagione entrerà in pianta stabile a far parte della rosa che disputerà l’Eredivisie, ha un piede mancino educato e buona capacità di tiro.

ATTACCANTI

Sui centrocampisti ci siamo dilungati abbastanza, in attacco il discorso si fa molto più breve e semplice perché abbiamo a che fare solamente con tre giocatori. Il titolare sarà senza ombra di dubbio Tomislav “Tomi” Juric, prima punta di peso in forza al Lucerna nella massima serie svizzera. Nella stagione appena terminata si è messo in mostra in un campionato di prestigio superiore rispetto alla A-League australiana, ha concluso l’annata con un bottino di 11 reti in 35 partite. Nato nel 1991 in Australia ma di chiare origini croate, Juric è una prima punta all’antica, un numero nove che può essere letale nel gioco aereo e se lasciato scoperto in area di rigore, utile anche nel far salire la squadra. In nazionale è diventato titolare nell’ultimo biennio, in precedenza faceva parte dell’organico come riserva di Tim Cahill, il cui nome da quelle parti è sinonimo di leggenda. A dicembre compirà 38 anni ma non ha ancora intenzione di appendere gli scarpini al chiodo, si vocifera che potrà annunciare il proprio ritiro solamente dopo la Coppa del Mondo 2018 a cui spera di partecipare da protagonista come ha già fatto nel 2006, nel 2010 e nel 2014 (indimenticabile lo spettacolare gol contro l’Olanda che gli valse la candidatura al Puskas Award). È considerato il più forte giocatore che il calcio australiano abbia mai prodotto (sebbene il padre sia inglese e la madre di Samoa, paese che ha anche rappresentato a livello giovanile) e uno dei migliori al mondo nel gioco aereo, la sua specialità della casa. Non è altissimo ma possiede agilità ed elevazione straordinarie, tanto che in carriera spesso si è reso protagonista di gol in acrobazia. In nazionale è il punto di riferimento per i più giovani ma oltre ad avere un peso specifico morale è ancora una carta validissima da schierare in caso di necessità. Postecoglou lo vede come prima punta o trequartista, le doti tecniche sublimi, il carattere da vendere e l’acume tattico lo rendono un giocatore versatile. Attualmente gioca al Melbourne City ma in carriera si è fatto conoscere soprattutto con la maglia dell’Everton. Completa il discorso relativo all’Australia (e a questo punto a tutte le presentazioni delle partecipanti alla Confederations Cup) Jamie Maclaren. Il numero nove del Brisbane Roar diventerà un giocatore del Darmstadt a partire dal primo luglio, i 23 gol stagionali in 34 partite sono bastati per  permettergli di intraprendere la prima avventura da professionista in Europa (aveva già militato al Blackburn nel settore giovanile). Classe ’93, non è una prima punta statica, ama svariare su tutto il fronte offensivo attaccando la profondità grazie alla velocità sopra la media.

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-2-1)

Ryan

Wright          Degenek          Sainsbury

Leckie          Milligan          Mooy          Behich

Rogic          Irvine

Juric