Confederations Cup 2017 – Girone A – Russia

Cominciamo oggi il cammino che ci porterà a conoscere al meglio tutte le nazionali partecipanti alla Confederations Cup 2017 a meno di una settimana dal via e lo facciamo partendo naturalmente dalla nazionale russa, i padroni di casa. Come avevo avuto modo di scrivere già nell’articolo di presentazione del torneo, per la Russia si tratta di un appuntamento molto importante, simile a una prova generale prima dell’inizio della Coppa del Mondo. L’ultima apparizione a livello internazionale in una competizione di prestigio non ha portato i risultati sperati, l’Europeo 2016 si è concluso alla fase a gironi in virtù del solo punto collezionato in tre partite. Nell’arco di tempo di un anno quasi tutto però è cambiato, la federazione calcistica locale ha deciso di dare un forte segnale in vista dei Mondiali del 2018. Via l’allenatore Leonid Slutski, tornato a sedere sulla panchina del CSKA Mosca (fino a dicembre, quando è stato sollevato dall’incarico), dentro Stanislav Cherchesov, ex portiere della nazionale sovietica prima e russa poi a cui è stata data carta bianca per quanto riguarda le convocazioni. Ecco che 13 giocatori presenti in Francia, più della metà della rosa quindi, sono stati tagliati fuori dalla nazionale e in questo elenco figurano nomi illustri come Oleg Shatov, Artem Dzyuba, Pavel Mamaev, Aleksandr Kokorin. Assente anche il numero dieci del CSKA Mosca Alan Dzagoev, anche se per quest’ultimo la motivazione è prettamente fisica: negli ultimi mesi ha sofferto molto di problemi muscolari alla coscia, i quali gli impediscono di prender parte alla Confederations Cup. Forse avremmo avuto la possibilità di vedere in campo anche il nuovo “acquisto” della nazionale russa, Mário Fernandes, terzino destro brasiliano che ha da poco ricevuto il passaporto del paese in cui milita dal 2012. Cherchesov lo aveva convocato per un’amichevole con la Costa d’Avorio a marzo, attualmente è però fermo ai box per una frattura all’osso nasale. Conclude la lista degli indisponibili Roman Zobnin, candidato a un posto da titolare in mediana ma alle prese con una rottura del legamento crociato. A prescindere dagli interpreti, che andremo a breve a conoscere, il 53enne tecnico di origine ossèta dovrebbe schierare un undici di partenza che ha come caposaldo l’utilizzo di tre centrali di difesa. La soluzione più probabile è ad oggi un difensivo 5-4-1, testato nell’amichevole pareggiata con il Cile il 9 giugno, ma non è da escludere anche l’opzione 3-5-2. Il compito della Russia non è facile, da parte degli addetti ai lavori c’è molto scetticismo circa il valore di questa nazionale, sulla cui testa pesa molto la brutta figura a Euro 2016 e ancor prima l’eliminazione in Brasile nel 2014. Urge però rialzare la testa e ripartire, perché la Coppa del Mondo da ospitare è alle porte e il 63° posto in classifica nel Ranking FIFA (dietro a nazionali molto meno quotate come Uzbekistan e Panama) è il peggior risultato mai raggiunto nella storia della selezione europea.

PORTIERI E DIFENSORI

Partendo dalla zona più arretrata del campo, l’aria piccola del portiere, ci imbattiamo nel reparto di competenza del giocatore più celebre della rosa russa, il numero uno nonché capitano Igor Akinfeev, storico portiere del CSKA Mosca, club che difende, contando anche le stagioni trascorse nel settore giovanile, dal lontano 1993. Nato nei pressi della capitale russa nel 1986, ha debuttato in nazionale nel 2004, anno in cui è stato anche convocato per i Campionati Europei senza scendere mai in campo. Attualmente può vantare l’invidiabile numero di 98 apparizioni, con ogni probabilità nel corso della Confederations Cup si aggiungerà anche la terza cifra. Non è un estremo difensore altissimo (186 cm) ma in compenso è dotato di grande esplosività muscolare, in patria è conosciuto per la particolarità di respingere molti tiri da distanza ravvicinata con le gambe anziché con le mani. Giocatore carismatico, è il leader della nazionale e a lui spetta il compito di guidarla dalla difesa. Il ruolo di vice verrà affidato a Guilherme Alvim Marinato, primo giocatore di origine non-sovietica a giocare nella nazionale russa. Di chiara provenienza brasiliana, il gigante di 197 cm della Lokomotiv Mosca ha ricevuto la cittadinanza della nazione europea in questione nel 2015, dopo otto anni di residenza nel paese. Completa il pacchetto dei portieri l’esperto Vladimir Gabulov, capitano dell’Arsenal Tula convocato a sorpresa da Cherchesov a distanza di quattro anni dall’ultima apparizione in nazionale. Per quanto riguarda la linea difensiva, è sicuro del posto Fedor Kudryashov, uno dei pretoriani dell’attuale ct, il quale lo ha schierato titolare nelle ultime sei partite della Russia. Di professione fa il terzino sinistro ma con la Russia viene sempre schierato da centrale, probabilmente si muoverà sul centro-sinistra nel terzetto centrale. Classe ’87, ha conosciuto le luci della notorietà in età abbastanza avanzata grazie alle ottime prestazioni messe in mostra con la maglia del Rostov. Un’altra novità introdotta da Cherchesov porta il nome di Viktor Vasin, complementare dal punto di vista delle peculiarità a Kudryashov. Mentre quest’ultimo è un difensore centrale abbastanza mobile, Vasin è alto 192 cm ed è un maestro del gioco aereo. Di testa sa rendersi pericoloso anche sui calci piazzati, ne sa qualcosa il Cile che un paio di giorni fa non è riuscito a vincere la già menzionata amichevole per un’incornata del centrale russo su corner. Classe ’88, ha disputato una stagione encomiabile partendo dal primo minuto in tutte le gare della massima serie russa: fino a dicembre ha difeso i colori dell’Ufa, in seguito è tornato al CSKA Mosca, club con cui è sotto contratto fino al 2019. Il terzo componente del trio difensivo dovrebbe essere Roman Shishkin, presente a Euro 2016 ma mai sceso in campo. Sulle spalle ha trent’anni e 15 presenze in nazionale, in pochi avrebbero scommesso fino a pochi mesi fa sulla sua probabile partenza dal primo minuto in Confederations Cup. Non ha vissuto infatti una stagione da protagonista, soprattutto per quanto riguarda il girone di ritorno passato in prestito al Krasnodar (solo 5 partite da titolare), club che lo ha impiegato nella insolita posizione di mediano. Il suo cartellino è di proprietà della Lokomotiv Mosca, con cui nel corso di sette stagioni ha totalizzato 180 e passa presenze. Nasce terzino destro ma in nazionale dovrebbe vestire i panni del centrale coadiuvato da Kudryashov e Vasin. Tra i tre è però il giocatore meno certo del posto, spinge infatti alle sue spalle Giorgi Dzhikiya (traslitterato talvolta anche come Jikia), debuttante il 5 giugno nell’amichevole vinta contro l’Ungheria. Classe ’93 di ascendenza georgiana, a gennaio ha cambiato casacca passando dall’Amkar Perm allo Spartak Mosca per 2,3 milioni di euro. Con il club di Massimo Carrera si è laureato campione nazionale, così come il suo coetaneo e compagno di spogliatoio Ilya Kutepov, titolare inamovibile fino all’inizio di aprile e in seguito relegato al ruolo di attore secondario. Anche lui può vantare delle percentuali di partire dal primo minuto, per caratteristiche è simile a Vasin. Più indietro nelle gerarchie c’è Ruslan Kambolov, ventisettenne difensore centrale del Rubin Kazan a cui Cherchesov ha concesso una manciata di minuti nel finale contro il Cile. Dovrebbe essere l’alternativa al centrale di destra, anche se non è da escludere un suo eventuale impiego in mediana. Terminato il pacchetto dei centrali difensivi ci spostiamo sulle fasce per parlare dei due esterni. Qui la questione si complice leggermente a seconda del modulo utilizzato: in caso di 5-4-1 avremmo due esterni difensivi e due dotati di licenza per offendere, con il 3-5-2 ci sarebbe invece soltanto una coppia di laterali. Prendendo per buona la prima opzione, inseriamo nel discorso relativo ai difensori i due terzini. Quello destro sarà sicuramente Igor Smolnikov, uno dei pochi pilastri della nazionale a salvarsi dopo l’avvento in panchina di Cherchesov. Non è reduce da una stagione entusiasmante, con lo Zenit non è infatti andato oltre il terzo posto in classifica e ha saltato una ventina di partite per infortunio. Classe ’88, fu lanciato in nazionale nel 2013 da Fabio Capello e da quel giorno ne è sempre stato un elemento di spicco. Un anno fa in Francia è stato tra i pochi a salvarsi, sulla fascia è un pendolino capace di buoni interventi in fase difensiva e lunghe discese in attacco, grazie anche all’ottima tecnica di base. A sinistra spazio invece a Dmitri Kombarov, campione di Russia in carica con lo Spartak Mosca. Tra i convocati è il quarto giocatore con più presenze in nazionale (44), in patria è sempre stato impiegato per la sua versatilità sulla corsia sinistra del campo. Il suo ruolo naturale è quello di esterno nel centrocampo a 5, anche da terzino però sa muoversi bene. Velocità, cross e resistenza fisica sono le sue migliori qualità, è inoltre un buon rigorista. Classe ’87 moscovita, per cinque anni ha difeso i colori della Dinamo, in seguito è approdato allo Spartak.

CENTROCAMPISTI

Il re del centrocampo russo sarà senza ombra di dubbio il veterano Denis Glushakov, capitano dello Spartak Mosca tornato ad alzare al cielo il titolo nazionale a distanza di 16 anni dall’ultimo successo. Abilità sia nella fase di impostazione che di interdizione, carisma e un pericoloso tiro dalla distanza sono le migliori frecce nella sua faretra, l’ex Lokomotiv Mosca è uno dei migliori giocatori a disposizione di Cherchesov. Classe ’87, in nazionale ha debuttato nel 2011 e sin da subito ha assunto i gradi del titolare. Anche lui è stato uno dei pochi giocatori russi a meritarsi la sufficienza in pagella a Euro 2016, l’attuale commissario tecnico dopo averlo escluso dai primi giri di convocazioni ha fatto marcia indietro riaffidandogli le chiavi della mediana. Al suo fianco dovrebbe muoversi Alexandar Golovin, l’unico U-21 in una rosa dove l’età-media è di 28,6 anni. Nato nella regione russa della Siberia nel 1996, è cresciuto nel settore giovanile del CSKA Mosca e nel corso della stagione appena terminata si è ufficialmente consacrato nel calcio che conta. In tutto il campionato non è mai mancato all’appello in nessuna occasione, inanellando una serie di 30 apparizioni consecutive (anche grazie alla squalifica inflitta in autunno a Roman Erëmenko, trovato positivo alla cocaina). È un centrocampista molto versatile, dinamico e bravo con i piedi, rende al meglio se si muove nei pressi della trequarti ma Cherchesov lo considera adatto anche a far coppia con Glushakov davanti alla difesa. Rappresenta una valida riserva Yuri Gazinskiy, mediano del Krasnodar. Classe ’89, è stato introdotto in pianta stabile nella nazionale proprio da Cherchesov che lo ha impiegato soprattutto nelle prime partite amichevoli della sua gestione. Rispetto a Golovin interpreta il proprio ruolo in maniera più difensiva date le sue qualità da incontrista. Partirà in un primo momento dalla panchina anche Dmitri Tarasov, nel giro della nazionale addirittura dal 2009 ma mai da protagonista, come testimoniano le 5 presenze condite da un gol. Classe ’87, dal 2010 milita tra le fila della Lokomotiv Mosca, in questa stagione ha accumulato però basso minutaggio a causa di un infortunio al legamento crociato. I 192 cm di altezza lo rendono una diga a centrocampo sulle palle alte. Terminato il discorso relativo ai centrali di centrocampo, passiamo agli esterni tra i quali primeggia per esperienza Aleksandr Samedov. Anche lui può vantare il titolo di campione di Russia in carica, lo Spartak Mosca lo ha infatti prelevato a gennaio dalla Lokomotiv per 3,5 milioni di euro e in dieci partite ha lasciato il suo zampino timbrando il cartellino tre volte. A luglio spegnerà 33 candeline sulla torta, in nazionale conta 39 gare e a livello di club ha vestito le maglie di tutti i più celebri club di Mosca, CSKA escluso. È un esterno di centrocampo molto intelligente calcisticamente, rapidità e buon dribbling fanno parte del suo repertorio, così come l’eccezionale capacità di sfornare cross pennellati, anche su calcio da fermo. Agirà a destra (in caso di 3-5-2 spingerà Smolnikov verso la panchina conservando la maglia da titolare), sulla fascia mancina permangono invece forti interrogativi. Alla fine potrebbe avere la meglio, come accaduto nel match contro il Cile, Aleksey Miranchuk. Classe ’95, è uno dei giocatori più interessanti tra i 23 convocati per il grande potenziale che possiede. È un giocatore abbastanza poliedrico, può rivestire il ruolo di trequartista oppure essere dirottato sulla fascia. Mancino naturale, è dotato di grande progressione palla al piede, visione di gioco tra le linee e dribbling bruciante. È cresciuto nel settore giovanile della Lokomotiv Mosca, club con cui ha disputato un ottima stagione, e potrebbe essere impiegato anche come seconda punta alla sinistra di un numero nove di razza. Yuri Zhirkov avrebbe molte più chance di partire dal primo minuto in caso di 3-5-2: con questo assetto tattico prenderebbe posizione come esterno di centrocampo sulla sinistra. Dal punto di vista della fama internazionale è tra i giocatori russi più conosciuti, il suo palmarés abbonda di trofei tra i quali spiccano il titolo inglese (vinto con il Chelsea nel 2010) e la Coppa UEFA, alzata al cielo dodici anni fa con il CSKA Mosca. Attualmente difende i colori dello Zenit, con cui ha disputato una discreta stagione da titolare. Cherchesov lo ha reintrodotto il squadra dopo la mancata convocazione per Euro 2016, lo apprezza soprattutto per la sua duttilità. Zhirkov è un esterno a tutta fascia, veloce nel breve, esperto nel dribbling e maestro nel tiro dalla distanza. Oltre che per una maglia da esterno di centrocampo, è in corsa anche per il ruolo di terzino sinistro al posto di Kombarov. Completa il discorso relativo ai centrocampisti Aleksandr Erokhin, in forza al Rostov. Cherchesov lo ha testato sia come esterno di centrocampo (in questo caso partirebbe dalla panchina) che come intermedio nel 3-5-2, modulo che gli regalerebbe più possibilità di partire dal primo minuto. Classe ’89, è un giocatore ambidestro, dotato di ottima tecnica di base e tiro dalla distanza, discretamente mobile nonostante la mole imponente (195 cm di altezza).

ATTACCANTI

In attacco la maglia numero nove è già pronta per essere assegnata a Fedor Smolov, il fiore all’occhiello dell’intera rosa. In nazionale conta 7 gol in 21 presenze, è il nome emergente del panorama calcistico russo. Ad Euro 2016 è stato impiegato da esterno d’attacco, l’arrivo di Cherchesov lo ha invece consacrato a tutti gli effetti come centravanti della Russia. Per le sue caratteristiche fisiche e tecniche può ricoprire vari ruoli dalla trequarti in avanti: è alto quasi 190 cm ma allo stesso tempo è molto veloce nella falcata, possiede un tiro potente e preciso anche dalla lunga distanza e rientra nelle sue corde pure la capacità di saltare l’uomo. Sulle spalle ha 27 anni e si candida a essere il protagonista del Mondiale da disputare tra le mura amiche, nella stagione appena terminata ha segnato 25 gol in 31 presenze con la maglia del Krasnodar. Sarà lui la prima punta di riferimento, in caso di 3-5-2 dovrebbe essere affiancato da Dmitri Poloz, altro giocatore in rampa di lancio e molto apprezzato in patria. Sta facendo le fortune del Rostov, nell’annata appena conclusa si è messo in mostra anche in Champions League andando a rete in tre occasioni diverse. Classe ’91, è un attaccante di movimento, specialista nell’attaccare la profondità e giocare tra le linee. La buona velocità gli permette di essere impiegato in caso di necessità da esterno offensivo, ruolo in cui Cherchesov lo ha testato contro il Cile. Già Capello a suo tempo aveva intuito le qualità di questo ragazzo facendolo debuttare in nazionale, tuttavia l’affermazione con la Russia è arrivata solo dopo l’exploit con il Rostov, squadra in cui fa coppia con Aleksandr Bukharov. Classico numero nove all’antica, è tornato in nazionale a distanza di sette anni dall’ultima gara giocata, risalente al 2010. I 193 cm di altezza gli conferiscono grande forza fisica e abilità nel gioco aereo, al contrario vanno però a influire sulla rapidità. Nell’ultima stagione al Rostov, seppur non da titolare inamovibile, ha riscoperto un discreto feeling con la porta e ritrovato la nazionale a 32 anni. Completa il quadro degli attaccanti Maksim Kanunnikov, ala destra polivalente del Rubin Kazan. Conclusi i Mondiali del 2014 non aveva più trovato spazio con la Russia, Cherchesov lo ha invece richiamato e inserito nel suo organico in qualità di seconda scelta. Lo vede più come un attaccante che come un esterno offensivo, ha caratteristiche simili a Poloz e inoltre può vantare anche buona elevazione.

PROBABILE FORMAZIONE (5-4-1)

Akinfeev

Smolnikov          Vasin          Shishkin          Kudryashov          Kombarov

Samedov          Glushakov          Golovin          Miranchuk

Smolov

OPPURE CON IL 3-5-2

Akinfeev

Vasin          Shishkin          Kudryashov

Samedov          Erokhin          Glushakov          Golovin          Kombarov
(Smolnikov)          Erokhin          Glushakov          Golovin          (Zhirkov)
Smolov          Poloz