Confederations Cup 2017 – Girone A – Portogallo

Dopo aver lasciato alle nostre spalle la presentazione della Russia e della Nuova Zelanda, continuiamo il nostro cammino alla scoperta del girone A della Confederations Cup che aprirà le proprie porte a breve parlando della nazionale portoghese, campione d’Europa in carica. Come dimenticare lo storico successo di Cristiano Ronaldo e compagni meno di un anno fa in Francia, trionfo che permette ai lusitani di staccare il biglietto per la Russia e puntare anche al primo trofeo a livello intercontinentale. Per il Portogallo si tratta di un debutto assoluto nella competizione in questione, gli addetti ai lavori lo considerano il favorito per la vittoria finale insieme alla Germania. Il commissario tecnico Fernando Santos ha a disposizione una rosa ricca di esperienza e talento, un mix perfetto che ha portato a un percorso spettacolare la scorsa estate in terra transalpina. Dopo aver faticato molto nella fase a gironi, tanto da conquistare il pass per i quarti di finale solamente tramite terzo posto, è riuscito a farsi strada fino alla finalissima grazie anche a degli abbinamenti fortunati. In seguito a Parigi è accaduto il miracolo, è bastato un gran tiro dalla distanza di Éder ai supplementari per mettere K.O. la nazionale francese. I portoghesi hanno rivissuto con vesti diverse l’edizione dell’Europeo del 2004, quando vennero sconfitti dalla sorpresa Grecia in finale davanti al proprio pubblico. Euro 2016 si è trasformato però in una pagina di storia passata, il presente vede il Portogallo in gran forma e candidato a un altro successo. Le qualificazioni per la Coppa del Mondo stanno viaggiando a gonfie vele, l’ottavo posto nel Ranking FIFA lo conferma. Il 4-4-2 a trazione offensiva, modulo ormai considerato in declino ma rivitalizzato da Santos in Francia, promette calcio spettacolo, andiamo ora a conoscere chi saranno gli interpreti.

PORTIERI E DIFENSORI

Rispetto all’undici che un anno fa riuscì nell’impresa in Francia poco è cambiato nel Portogallo di oggi. Le novità che sono state introdotte fanno di professione gli attaccanti o i centrocampisti offensivi, il pacchetto arretrato è rimasto inviolato dalle scelte di Santos. Il numero uno portoghese sarà ancora una volta Rui Patrício, inserito nel 2016 nella lista dei 30 candidati al Pallone d’Oro, riuscendo tra l’altro anche a raccogliere un voto dal giornalista di Capo Verde, a dispetto di grandi campioni come Sergio Ramos rimasti a secco. Classe ’88, sta vivendo il momento più importante della propria carriera, le luci dell’Europeo lo hanno portato alla ribalta dopo tanti anni di buone prestazioni allo Sporting Lisbona, club in cui milita dal 2001 (contando anche le annate passate nel vivaio). In nazionale è titolare da almeno sei anni, è un estremo difensore dotato di grande carisma, abilità nelle uscite alte e capace di sfornare parate da copertina per i fotografi. Il suo vice dovrebbe essere il compagno di allenamenti allo Sporting Lisbona António Alberto Bastos Pimparel, meglio conosciuto a livello internazionale come Beto. Santos lo ha richiamato in nazionale dopo due anni di assoluta assenza, con il Portogallo non ha mai rivestito il ruolo di titolare ma ha collezionato decine di convocazioni e una Coppa del Mondo vissuta da protagonista. Tre anni fa in Brasile giocò le ultime due gare del girone per via dell’indisponibilità fisica di Rui Patricio, fermo ai box a causa di un infortunio muscolare. Sulle spalle conta 35 primavere, in carriera ha militato molto in patria ma ha pure assaggiato esperienze all’estero. Completa il quadro dei portieri José Sá, numero 12 del Porto. Classe ’93, Santos lo ha convocato per la prima volta in occasione dell’amichevole contro Cipro il 3 giugno, in maglia lusitana è ancora a caccia del debutto. Spostandoci più avanti ci imbattiamo nel reparto di competenza di José Fonte, a gennaio passato dal Southampton al West Ham per nove milioni di euro. Ad Euro 2016 si è seduto in panchina nel corso della fase a gironi, in seguito ha assunto i gradi del titolare e ha condotto il Portogallo verso la vittoria finale a suon di buone prestazioni. I 33 anni e l’esperienza da vendere gli conferiscono grande affidabilità, è un centrale roccioso in marcatura, forte fisicamente, specializzato nel gioco aereo e in possesso di qualità da leader. Il suo compagno di reparto dovrebbe essere un altro veterano della nazionale portoghese, Bruno Alves. Quest’anno ha disputato una buona stagione in Sardegna al Cagliari dando prova delle sue qualità da giocatore di profilo internazionale, a luglio approderà però ai Rangers di Glasgow a parametro zero. È un difensore dal curriculum invidiabile, con il Portogallo conta 90 presenze arricchite da 11 gol, ottimo bottino se consideriamo la posizione che occupa in campo. È un difensore forte fisicamente e tenace, nel suo repertorio figura anche l’apprezzabile capacità di tiro dalla distanza. Rispetto a Euro 2016, una delle novità porta il nome di Luís Neto, vecchia conoscenza del calcio nostrano. Tra il 2012 e il 2013 collezionò una ventina di presenze in Serie A con il Siena, nelle quali ebbe occasione di mettersi in vetrina e attirare le attenzioni dello Zenit, lesto ad accaparrarselo per la cifra di 6,5 milioni di euro. Classe ’88, è un cliente ostico per qualsiasi attaccante: è roccioso nella marcatura, deciso nei contrasti e puntuale nell’anticipo, Santos sta meditando se regalargli o meno la possibilità di partire dal primo minuto al fianco di Fonte. È paradossalmente più staccato nei confronti dei suoi compagni di reparto Képler Laveran Lima Ferreira, divenuto celebre in tutto il mondo con il soprannome di Pepe. La sua carriera si sta avviando verso l’ineluttabile declino, i 34 anni, lo scarso minutaggio al Real Madrid e una rottura della costola a fine stagione dovrebbero spingerlo a partire dalla panchina. Finito giugno scadrà il suo contratto sotto la guida di Zidane e sarà libero di trovarsi una nuova sistemazione. Come terzino destro si muoverà Cédric Soares, divenuto titolare a Euro 2016 solamente a torneo in corso, così come accaduto a Fonte. A differenza di quest’ultimo non ha lasciato nel corso della stagione appena terminata il Southampton, con cui ha totalizzato 34 presenze tra campionato e coppe varie. Nato in Germania nel 1991, il fisico brevilineo lo rende imprendibile nello scatto sulla fascia, ottime qualità atletiche e polmoni instancabili lo contraddistinguono. Novità per quanto riguarda il suo vice che non sarà Vierinha, rimasto a casa a seguito di una fallimentare stagione al Wolfsburg, bensì Nélson Semedo. Con lo stemma del Benfica sul petto ha vissuto una stagione entusiasmante, su di lui si sono posati gli occhi del Barcellona che vorrebbe però uno sconto sulla clausola rescissoria di 60 milioni di euro. Classe ’93 di ascendenze capoverdiane, sulla corsia destra è un treno difficile da fermare. Possiede un dribbling secco e bruciante, un cross potente e preciso ed è un maestro nell’arte del sovrapporsi per trovare il fondo e servire assist ai propri compagni. Questa caratteristica è tipica anche di Raphaël Guerreiro, il prescelto per una maglia da titolare a sinistra. La stagione trascorsa al Borussia Dortmund lo ha perfezionato dal punto di vista tecnico e tattico, tra tutti i giocatori del Portogallo è tra i più piacevoli da veder giocare. In attacco è una spina nel fianco costante per i colleghi avversari, è molto minuto fisicamente e questo gli permette di essere rapido nel saltare l’avversario nell’uno contro uno. Tra le migliori frecce nella sua faretra spicca anche l’ottimo tiro in porta dalla distanza. A fare le veci del classe ’93 nativo della Francia in caso di indisponibilità ci sarà l’esperto Eliseu, compagno di spogliatoio di Semedo al Benfica. Nonostante vari problemi fisici lo abbiamo frenato nell’annata appena conclusa il suo posto tra i 23 convocati non è mai stato in discussione, la sua velocità e la pericolosa conclusione da fuori area potranno fare comodo al Portogallo a competizione in corso.

CENTROCAMPISTI

Terminato il discorso sul quartetto difensivo andiamo ad analizzare il settore mediano del Portogallo, composto da due centrocampisti centrali e altrettanti esterni sulle fasce. Le chiavi della regia saranno affidate come consuetudine a João Moutinho, il cervello dell’undici portoghese. Giocatore dotato di una tecnica sublime, Moutinho è un maestro nel pescare sempre il compagno libero tra le linee, spesso con passaggi filtranti illuminanti. In campo sa regalare spettacolo grazie alla tecnica di base cristallina, spesso si esibisce in veroniche, colpi di tacco e altri numeri di alto prestigio. A trent’anni si è tolto sia la soddisfazione di raggiungere il tetto d’Europa con il Portogallo che vincere la Ligue 1 tra le fila del Monaco. Visione di gioco, abilità nel palleggio e calci piazzati al pennello sono altre qualità apprezzabili, è un centrocampista completo e di livello internazionale, non a caso conta 98 presenze con il Portogallo. Il candidato numero uno per affiancarlo è William Carvalho, giocatore complementare a Moutinho per quanto riguarda caratteristiche fisiche e tecniche. Mentre il regista monegasco è piccolo fisicamente, il mediano nato in Angola a Luanda nel 1992 è un gigante di 187 cm tutto muscoli e potenza. Dà il suo contributo in fase di interdizione ma non tralascia la sfera tecnica, molto spesso viene infatti chiamato in causa per impostare l’azione. Prodotto del settore giovanile dello Sporting Lisbona, gli addetti ai lavori lo considerano uno dei più pregiati giocatori del campionato portoghese, insieme al suo compagno di allenamenti Adrien Silva. Classe ’89, è nato in Francia da madre locale e padre originario del Portogallo, paese in cui è emigrato nel 2001 per entrare nel settore giovanile dello Sporting Lisbona. Oggi è capitano e stella indiscussa del club a strisce bianco-verdi, è un centrocampista completo a cui trovare un difetto è molto difficile. Veloce, agile, bravo nel dribbling, instancabile nel recuperare il pallone e devastante se decide di calciare dalla distanza, rappresenta una riserva di lusso. Partirà dalla panchina anche Danilo Pereira, mediano classe ’91 del Porto nato in Guinea-Bissau. Rispetto ai compagni di reparto si applica meglio in fase difensiva, i 188 cm di altezza lo rendono prorompente nei contrasti e nei duelli corpo a corpo. A Euro 2016 ha vestito i panni della seconda scelta ma molto spesso è stato mandato in campo nel secondo tempo, soprattutto quando occorreva ricaricare le energie del centrocampo. André Gomes dovrebbe essere impiegato come esterno a sinistra, la sua versatilità gli permette di essere utilizzabile in svariate posizioni in mediana e sulla trequarti. Svolge al meglio la fase offensiva e sa rendersi utile alla causa anche nel riconquistare il pallone data la mole non indifferente. Non è un fulmine di guerra ma sa essere travolgente in progressione, possiede buone qualità nel palleggio e capacità di dribbling non indifferente. Non a caso veste la maglia del Barcellona, il quale terminato l’Europeo ha versato 35 milioni nelle case del Valencia per acquistarlo. Completa il discorso relativo ai centrocampisti centrali Luís Miguel Afonso Fernandes, noto come Pizzi. Nelle ultime due stagioni al Benfica è esploso definitivamente inanellando una serie di prestazioni positive che non avevano invece contraddistinto la sua precedente avventura all’Atletico Madrid. La rapidità fulminea gli consente di essere devastante negli inserimenti in area di rigore, può muoversi sia da laterale che da regista, ruolo che mette in mostra tutta la sua visione di gioco. L’esterno destro di centrocampo dovrebbe essere Bernardo Silva, primo rinforzo del Manchester City per la sessione di mercato estiva del 2017. Toccano le 50 unità i milioni che gli inglesi hanno deciso di pagare per acquisire le prestazioni del portoghese dal Monaco, club che ha trascinato verso la vittoria in Ligue 1. Nella stagione appena terminata è stato onnipresente, totalizzando il mostruoso numero di 58 presenze, arricchite da 11 gol e 12 assist vincenti. Classe ’94, anche lui segue il leitmotiv che ha contraddistinto la maggior parte delle descrizioni dei giocatori portoghesi: nell’uno contro uno è devastante, possiede velocità fuori dal comune e il suo mancino è sempre una minaccia per qualsiasi portiere anche da distanze considerevoli. L’ultima pennellata al quadro dei centrocampisti la dà Gelson Martins, il nuovo diamante dello Sporting Lisbona. Le indiscusse qualità di questo ragazzo classe ’95 hanno stregato mezza Europa, una buona Confederations Cup farebbe lievitare ancora di più il suo valore di mercato vertiginoso (considerato anche il contratto in scadenza nel 2022). Dal punto di vista del dribbling non ha nulla da invidiare ai più grandi del mondo, l’eccezionale talento che possiede gli consente di sfoderare impressionanti serpentine tra gli avversari e servire assist al bacio. Piccolo fisicamente e distinguibile per le treccine che ricordano le sue origini capoverdiane, si candida a essere uno dei prossimi astri del calcio europeo.

ATTACCANTI

Per completare il 4-4-2 di Santos non resta che parlare degli attaccanti. Come punta centrale di destra agirà Cristiano Ronaldo, a cui 139 presenze e 73 gol conferiscono fascia da capitano e pieni poteri. Penso sia superfluo decantare le qualità di questo giocatore, quattro volte Pallone d’Oro (almeno fino a gennaio) e cinque volte campione d’Europa, accoppiando sia i successi in Champions League che l’Europeo vinto a luglio. Sarà coadiuvato da André Silva, prossimo sposo del Milan a partire dal primo luglio. I tifosi milanesi lo osserveranno molto bene nel corso della Confederations Cup, torneo che si prepara ad affrontare da protagonista. Il Porto lo ha lasciato andare per la modica cifra di 38 milioni di euro, è reduce da una fantastica stagione (21 reti in 44 partite) e la carta d’identità gioca a suo favore (1995 è l’anno di nascita). È una punta centrale ben strutturata fisicamente e fredda sotto porta, ciò che lo rende un giocatore di alto livello è però la raffinata tecnica di base. Abile nell’attaccare la profondità grazie alla sua velocità, André Silva non è un centravanti boa, ama bensì svariare su tutto il fronte offensivo sfruttando le proprie capacità di saltare l’uomo con numeri di prestigio. Le convincenti prestazioni sfornate al Porto e un’età più fresca hanno convinto Santos a promuoverlo al ruolo di titolare, relegando in panchina una leggenda del Portogallo, Luís Nani. Se l’attaccante del Valencia di origine capoverdiana scenderà in campo in tutte le gare della Confederations Cup supererà Fernando Couto nella lista dei primatisti di presenze in nazionale, andando a piazzarsi terzo sul podio alle spalle di Figo e naturalmente Cristiano Ronaldo. Un anno fa in Francia è stato un assoluto protagonista, in Russia di certo non si accontenterà di un ruolo da comprimario. Per anni è stato tra i migliori esterni offensivi d’Europa, specie durante la militanza al Manchester United, negli ultimi tempi si è invece trasformato in attaccante centrale, ruolo che gli consente di sfruttare al massimo le proprie abilità nel tiro. Fa parte del blocco storico del Portogallo, così come Ricardo Quaresma. Sulle spalle conta quasi 34 primavere ma in nazionale è ancora ampiamente impiegato, un anno fa in Francia è sceso in campo in tutte le occasioni e un suo gol ha deciso il quarto di finale contro la Croazia. Giocatore estroso, genio e sregolatezza, è sempre stato considerato dagli esperti come un calciatore dai mezzi devastanti ma in carriera non è mai riuscito a consacrarsi a livello internazionale. Ha pagato un rendimento molto discontinuo, caratteristica che lo ha portato a essere paragonato ad altri potenziali crack come Cassano e Balotelli. Dotato di tecnica straordinaria (come dimenticare di menzionare nel suo repertorio la famosissima trivela), potrebbe essere impiegato da esterno offensivo oppure da seconda punta, ruolo che lo dispensa da eventuali compiti difensivi, da sempre il suo punto debole.

PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2)

Rui Patricio

Cédric          Fonte          B. Alves          Guerreiro

B. Silva          Moutinho          Carvalho          Gomes

Ronaldo          A. Silva