Albert Ebossé non sarebbe morto con una pietra ma sarebbe stato assassinato

Albert Ebossé

Si riapre il giallo sull’attaccante morto undici giorni fa in Algeria, il camerunense Albert Ebossé Bodjongo, che secondo le rivelazioni del portiere del Camerun, Antoine Bell, grande amico di Ebossé, sarebbe stato assassinato negli spogliatoi e non ucciso da un lancio di una pietra dagli spalti. La sua sepoltura è prevista per il 12 o il 13 di settembre, attualmente si trova nell’obitorio di Doual ma ancora non è chiaro il motivo del decesso del giovane ex nazionale del Camerun U20. Era appena diventato padre, lascia una famiglia composta da sua moglie e sua figlia. “Mi hanno detto che Albert non è morto in campo” – le scioccanti rivelazioni del portiere Bell. Come testimonierebbero anche immagini e video Ebossé sarebbe uscito dal campo con le sue gambe per poi esser ucciso negli spogliatoi da teppisti del Cabilia, la squadra per cui giocava. Secondo il medico locale e il tribunale di Tizi Ouzou, città dove è deceduto, Ebossé Bodjongo sarebbe morto per un’emorragia interna causata da un impatto con un oggetto contundente e tagliente. Non sarebbe stata una casualità quindi la morte dell’africano, il condizionale è d’obbligo. Le indagini restano aperte.

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