A tutto tondo – Xaver Schlager, un tuttocampista di livello per il futuro dell’Austria

Tra le squadre-rivelazione a livello internazionale della scorsa stagione trova sicuramente posto il Red Bull Salisburgo, artefice di una entusiasmante scalata in Europa League che ha portato i biancorossi dalla fase a gironi (conclusa da imbattuti con appena una rete subita) alla semifinale, dove il cammino si è concluso ai supplementari della gara di ritorno per mano del Marsiglia. Durante questo storico percorso gli austriaci si sono tolti la soddisfazione di far fuori avversari illustri come la Real Sociedad, il Borussia Dortmund e la Lazio, bersaglio di una rimonta mozzafiato alla RedBull-Arena. All’interno dell’undici titolare del Salisburgo, insieme a tanti altri talenti che hanno sfruttato al massimo l’Europa League per mettersi in mostra, ha trovato spazio un giovane centrocampista dalla chioma bionda di nome Xaver Schlager. È passato in pochi mesi dalla gavetta in seconda squadra alla visibilità dei palcoscenici internazionali ed ora è pronto a continuare la sua cavalcata imponendosi anche in nazionale, nella quale ha già collezionato le prime apparizioni in amichevole.


L’IDENTIKIT

Nome e cognome: Xaver Schlager

Nato il: 2 giugno 1997

Nazionalità: austriaca

Altezza: 1,74 m

Ruolo: centrocampista centrale/mezzala

Piede: sinistro

Squadra: RedBull Salisburgo

Scadenza contratto: 30.6.2021

Numero di maglia: #42


LE CARATTERISTICHE TECNICHE – Polmoni, cervello e duttilità

Quali sono i tuoi punti di forza e dove ti trovi meglio in campo?

In campo ho grande senso di posizione e la resistenza fisica è sicuramente un enorme vantaggio per il mio modo di giocare. Ma anche nei tackle non tiro mai indietro la gamba.

intervista ai tempi del Liefering, 2015

Come già accennato dal titolo dell’articolo, Schlager è un giocatore a tutto campo, capace di rivestire svariate posizioni sul rettangolo verde di gioco. Il suo ruolo naturale è quello di intermedio di centrocampo, è ottimo in una mediana a due o a tre insieme a un compagno di reparto con più visione di gioco. Il giovane gioiello austriaco non è infatti molto specializzato nel disegnare parabole da una parte all’altra del campo, predilige un gioco rapido e con la palla a terra. Riesce a portare a livelli elevati il binomio qualità-quantità grazie soprattutto alla notevole resistenza fisica, probabilmente il suo vero punto di forza. È mancino e possiede una buona conclusione a rete dalla distanza nonché discrete capacità di cross sui calci piazzati, calci d’angolo in primis. Nel recuperare i palloni è aggressivo al punto giusto, la statura non eccezionalmente rilevante è compensata da dinamismo sia nel muoversi che nel pensare. Il suo rapporto con il gol migliora con il tempo (nella stagione 2018-2019 che ha appena iniziato con il Salisburgo ha già messo a segno una doppietta in coppa nazionale), si sta specializzando in scorribande offensive in area di rigore avversaria ed è aiutato da un mancino più preciso che potente. È difficile identificarlo come giocatore offensivo o difensivo poiché in carriera ha agito sia alle spalle della punta centrale che nel quartetto difensivo, dove nella passata stagione ha sporadicamente trovato posto come terzino sinistro (prettamente in partite casalinghe votate all’attacco), pertanto la mediana è senza dubbio la zona del campo in cui può rendere al meglio. Per ammirare con i vostri occhi le sue qualità potete guardare il video di Paneecalcio a fine articolo in cui vengono mostrate le migliori giocate della stagione 2017-2018, sia in fase di interdizione che di impostazione.


LA STATISTICA – Onnipresente

Nelle 42 partite della stagione 2017-2018 ha ricoperto 5 ruoli (esterno di centrocampo destro o sinistro, terzino sinistro, trequartista e centrocampista centrale).


LA CARRIERA – Dai guanti da portiere all’Europa League

Xaver Schlager nasce e cresce insieme ai genitori e alla sorella minore a Linz, città dell’Austria settentrionale, terza del paese per popolazione, e muove i primi passi con il SC St. Valentin, piccola società calcistica locale. Gli piace stare in porta a intercettare i tiri avversari con i guantoni ma ben presto gli allenatori si accorgono delle sue spiccate qualità tecniche e lo spostano a centrocampo. Nel 2009 il Salisburgo mette gli occhi su di lui e due anni dopo Xaver entra nell’accademia del club, lasciando casa a soli 14 anni per inseguire il suo sogno dalla parte opposta dell’Austria. Con lo stemma dei Tori sul petto svolge tutta la trafila del settore giovanile e guadagna l’attenzione del commissario tecnico federale Rupert Marko che nel 2013 lo fa debuttare prima con la selezione U-16 ad aprile in un doppio confronto con l’Ungheria e poi con l’U-17 ad agosto, quando Schlager non ha ancora spento le 16 candeline. A 18 anni viene convocato per la prima grande competizione internazionale a cui ha l’opportunità di partecipare: il Campionato Europeo U-19. All’interno della rosa dell’Austria è il giocatore più giovane, nonostante ciò si impadronisce della maglia numero 10 e ottiene sin dalla prima gara del girone contro la Francia un posto all’interno dell’undici titolare. Viene schierato sul centro-destra in una mediana a due e resta in campo fino al triplice fischio dell’arbitro che assegna la vittoria alla Francia per 0-1. Nel match successivo con la Grecia è nuovamente titolare ma stavolta scende in campo da terzino destro e insieme al resto del reparto arretrato è artefice di una buona gara, archiviata con il punteggio di 0-0. Il primo gol del torneo arriva nell’ultimo incontro del girone, contro l’Ucraina. Dopo il vantaggio iniziale della compagine est-europea, Schlager pesca al limite dell’area il centravanti Kvasina che fredda il portiere avversario con un destro potente sotto al sette. Un’imbucata da manuale del trequartista che gli vale il primo assist del torneo, il quale per l’Austria si conclude anzitempo per via dei soli due punti accumulati nella fase a gironi. Tuttavia l’Europeo U-19 ha cadenza annuale e Xaver ha l’opportunità di rifarsi dodici mesi più tardi in terra tedesca. Il bilancio finale per l’Austria è il medesimo dell’edizione precedente (chiude da fanalino di coda del girone a due punti) ma Schlager riesce comunque a sfoderare prestazioni degne di nota. Al debutto con il Portogallo viene schierato in mediana e al decimo minuto si rende protagonista di un tiro dalla distanza che, ribattuto in un primo momento dal portiere avversario, porta al gol del vantaggio siglato Jakupovic. Nella gara seguente contro l’Italia sigla il gol del momentaneo vantaggio dopo una ventina di minuti, trafiggendo Meret con un mancino ben piazzato. Il ct Marko decide di posizionarlo a ridosso della prima punta nell’ultima gara del girone contro i padroni di casa ma il risultato premia la Germania per 3-0.

Gli ultimi eventi narrati risalgono all’estate del 2016 ma per ripercorrere ogni passo della carriera di Schlager anche a livello di club dobbiamo fare un salto indietro di un anno. Nel 2015 il Salisburgo decide di farlo scendere in campo con il FC Liefering, squadra satellite, dopo che nella stagione precedente era stato falcidiato da infortuni e aveva visto poco il campo. Il Liefering, che ha sede proprio a Salisburgo, è stato acquistato nel 2012 dalla RedBull e con il tempo si è stabilizzato in seconda serie nazionale, diventando il luogo ideale in cui i giovani talenti del settore giovanile dei Tori possono crescere. Il debutto in Erste Liga arriva nel febbraio del 2012 quando entra in campo nei minuti di recupero del secondo tempo in una vittoria contro l’Austria Lustenau. Nella stagione seguente, 2015-2016, è un titolare stabile del Liefering e in più occasioni, specialmente nel girone di ritorno, riceve l’incarico di vestire la fascia di capitano della squadra. Nel frattempo è anche impegnato con il Salisburgo U19 in UEFA Youth League, compagine in cui figurano talenti che nel giro di qualche anno avrebbero guadagnato le attenzioni dei più prestigiosi club europei (Lainer, Upamecano, Oberlin). Schlager si mette in mostra specialmente nella goleada contro i pari età del Besiktas (5-1) in cui realizza una rete e mette a punto due assist. La stagione in divisione cadetta austriaca si conclude con 22 presenze condite da 3 gol e nel mese di maggio si toglie anche la soddisfazione di esordire in prima squadra. Gioca le ultime due gare di campionato contro Grödig e Wolfsberger, le quali bastano per far comparire anche il suo nome all’interno della lista dei campioni d’Austria. L’annata seguente lo vede di nuovo protagonista con il Liefering nei primi mesi di campionato, a novembre il Salisburgo decide però di aggregarlo definitivamente alla prima squadra e lo lancia anche in Europa League. Il girone è ormai definitivamente compromesso (tre sconfitte nelle prime tre partite) e il tecnico Óscar García concede spazio ai giovani nelle gare finali. Dopo aver debuttato con una manciata di minuti contro il Krasnodar, ruba l’attenzione degli addetti ai lavori nella sfida contro lo Schalke. Schierato da esterno sinistro di centrocampo, garantisce per novanta minuti sostanza in fase difensiva e si propone in attacco arrivando al tiro in quattro occasioni: in una di esse riesce a insaccare il pallone, spedendo in porta un pallone vagante rimasto in area dopo un tiro di Lazaro sporcato dalla difesa avversaria. Sempre nella stessa stagione guida da capitano il Salisburgo U19 alla vittoria della UEFA Youth League. Lascia i compagni in semifinale per via di un infortunio alla caviglia ma riesce comunque a incidere sulla vittoria finale in virtù dei 7 assist confezionati in 5 partite. In Bundesliga vive una stagione di transizione, poche volte è impiegato dal primo minuto e i problemi fisici caratterizzano il finale di stagione, culminato per il Salisburgo con l’ennesimo trionfo nazionale. In totale colleziona 13 presenze e un gol.

La stagione 2017-2018 è per Schlager quella della consacrazione ad alti livelli grazie all’ottimo minutaggio accumulato e soprattutto ai successi in campo internazionale del Salisburgo. In verità anche l’annata appena passata comincia con la maglia del Liefering in seconda serie, Xaver è infatti impiegato almeno inizialmente in seconda squadra per tornare a masticare il campo dopo esser stato tutta l’estate fermo per guarire dall’infortunio all’articolazione della caviglia. Risolte le complicazioni fisiche si impone però in prima squadra e nell’undici iniziale il tecnico Marco Rose gli riserva sempre un posto dal primo minuto. Il Salisburgo si contraddistingue per un gioco spumeggiante che lascia pochi punti di riferimento agli avversari, si passa infatti con facilità da un classico 4-4-2 a un 4-1-3-2 a diamante, e Schlager riveste quasi ogni posizione in campo. Lo si può vedere all’opera alle spalle del centravanti oppure da esterno, fino ad essere arretrato a terzino. In Europa League diventa un elemento inamovibile a partire dai sedicesimi di finale contro la Real Sociedad e molto spesso riveste il ruolo di numero dieci a supporto della coppia offensiva Dabbur-Hwang. Contro il Borussia Dortmund sfodera due prestazioni sublimi alternando tackle a centrocampo a dribbling in ripartenza. Contro la Lazio è uno dei più positivi della gara d’andata all’Olimpico e al ritorno le sue geometrie contribuiscono al K.O. dei capitolini nella ripresa. La scalata del Salisburgo in Europa League si conclude in semifinale per mano del Marsiglia, a segno nei supplementari con Rolando sugli sviluppi di un corner. In quella partita Schlager propizia il gol del vantaggio con un tiro che viene deviato grossolanamente da Sarr prima di ancorarsi in rete ed esser messo a referto come autogol. In campionato l’epilogo è invece più che positivo e Schlager ha l’opportunità di alzare al cielo, finalmente da protagonista, il trofeo di campione d’Austria. I supplementari sono fatali anche in coppa nazionale, dove un gol decisivo di Stefan Hierländer a otto minuti dalla fine condanna il Salisburgo alla medaglia d’argento. Il bilancio conclusivo della stagione è estremamente positivo: 44 presenze (30 da titolare), interessamenti da parte di club esteri dall’indiscusso blasone (sembra sia finito sul taccuino degli osservatori del Barcellona) e, dulcis in fundo, l’esordio in nazionale. Tre spezzoni in amichevole contro Slovenia, Lussemburgo e Slovacchia e poi a giugno un’ottima performance da titolare contro il Brasile. Ai Mondiale l’Austria manca dal ’98 e negli ultimi anni agli Europei i risultati sono stati piuttosto deludenti, per invertire la rotta serve il contributo di una linea verde sempre più in rampa di lancio. Grillitsch, Wöber, Lazaro, Danso, Wolf e ovviamente Xaver Schlager. È rimasto a Salisburgo per diventare una bandiera del club che lo ha battezzato e cresciuto, per la fascia da capitano è solo una questione di tempo. Segnatevi il suo nome, il futuro dell’Austria passerà anche dai suoi piedi.


VIDEO PANEECALCIO