A caccia di talenti – Son Heung-Min, la tigre asiatica che è esplosa in Germania

Son Heung-min con l'Amburgo
Son Heung-min con l’Amburgo

Prosegue la nostra rubrica “A caccia di talenti” che oggi ci porta in Oriente, nella lontana Corea del Sud, per conoscere il talento della nazionale sudcoreana e del Bayer Leverkusen Son Heung-Min. Il classe ’92 asiatico è una classica ala sinistra, rapidissimo nello stretto, dribbling eccezionale e un grande fiuto del gol. Non è piccolo fisicamente, anzi è alto 183 cm ciò lo rende bravo non solo nel breve ma anche nella falcata. Inoltre è anche dotato di un ottimo tiro dalla distanza. Nato l’8 luglio del 1992 a Chuncheon, splendida cittadina orientale che sorge tra i fiumi Soyang e Han e bagnata dal lago di Uiam, situata nell’entroterra del nord del paese asiatico. A casa Son, il nome di famiglia, il calcio è una priorità tramandata di padre in figlio. Il papà della giovane promessa ventiduenne è stato un calciatore della nazionale della Repubblica di Corea, successivamente si è laureato ed è diventato un insegnante delle scuole medie. La prima squadra di Heung-Min è stata il FC Seoul, noto club coreano conosciuto anche per il suo ottimo settore giovanile che ha sfornato talenti come Lee Chung-Yong, Song Jin-Hyung, Ko Myong-Jin e Ahn Sang-Hyun. Nel 2008 arriva la chiamata dell’Amburgo, in Germania, e Son si trasferisce in terra teutonica lasciando il liceo di Dongbuk dopo esser stato notato da alcuni scout tedeschi nella U18 Challenge League sudcoreana e con la nazionale U17.

Son Heung-Min 2

L’Amburgo lo tessera come membro della formazione U17 e in Germania si comincia a parlare di lui. C’è chi lo paragona al leggendario Cha Bum-Kun, ala che fece le fortune dell’Eintracht Francoforte, del Bayer Leverkusen e della nazionale sudcoreana negli anni ’80. Realizza nove reti in quindici partite, la stagione seguente viene promosso con gli U19 nonostante l’età minore rispetto ai suoi compagni. Scende in campo 17 volte durante tutta l’annata, delle quali undici nell’A-Junioren Bundesliga Nord/Nordost e le altre nella RL Nord, mette a segno in totale setti reti, così come con l’U17 sudcoreana con la quale partecipa al Mondiale dei suoi pari età dove scende in campo in una sola partita, proprio contro l’Italia, giocando più di un’ora. Più di mille minuti totalizzati, la stagione seguente lo vede come protagonista in prima squadra. Tuttavia vari infortuni lo frenano nel corso della stagione. L’annata parte bene con un ottimo pre-campionato ma poco prima dell’inizio del campionato una frattura al piede lo blocca per qualche settimana. L’esordio arriva il 30 ottobre 2010, a diciotto anni, contro il Colonia. Un esordio da sogno: al ’24 del primo tempo Son segna la sua prima rete tra i professionisti. Con il quaranta sulle spalle e un nome che fine a qualche mese prima era sconosciuto alla Germania intera, pian piano conquista tutto Amburgo. Alla tredicesima giornata di campionato sigla la sua prima doppietta in Bundesliga contro l’Hannover. Conclude la stagione con tredici gare collezionate nella massima serie tedesca e tre gol e una nella coppa nazionale.

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Il 2012 è l’anno della consacrazione per il talento asiatico. L’annata parte come quella precedente, Son salta la prima partita per colpa della febbre. Nella seconda gara contro l’Herta Berlino mette subito a segno il suo primo gol nella nuova stagione. Stavolta però cambia la sua posizione in campo – Heung-Min ricopre il ruolo di trequartista centrale nella formazione schierata da Thorsen Fink. Gioca anche nella terza giornata contro il Bayern Monaco, al contrario ricopre il ruolo di punta centrale. Il risultato non è un granché, l’Amburgo perde 5-0. L’annata si conclude con un bottino migliore rispetto alla stagione precedente. Trenta partite totali e cinque marcature, tutte realizzate nella Bundesliga. Il suo valore inizia a crescere, come i suoi gol. Nell’annata 2012/2013, la sua ultima con i colori biancoblu, raggiunge in suo apice nella città portuale tedesca. Corre, dribbla, segna e regala assist. È lui il vero top player dei Rothosen. Il primo gol stagionale arriva contro il Francoforte, raccoglie un ottima occasione regalatogli e trasforma un cross basso in area di rigore in gol. Poi arriva una doppietta contro il Borussia Dortmund, e altri nove gol in tutta la stagione. Salta una sola partita, per un problema alla coscia, gioca in totale 2689 minuti in Bundesliga. La sua velocità è devastante, i suoi dribbling fanno girare la testa ai difensori avversari. A fine anno passa al Bayer Leverkusen per dieci milioni di euro.

Son Heung-Min

A Leverkusen viene accolto come un campione, i venti gol in Bundesliga ad appena ventuno anni parlano da soli. La dirigenza delle “aspirine” punta molto sul talento asiatico  tanto che appena arrivato diventa subito un titolare inamovibile. Non ci vuole molto tempo per ambientarsi, tanto che alla prima giornata parte subito con il suo primo gol in maglia rossonera, punendo il Friburgo in casa – la rete è facile, un gol a porta vuota con un tiro rasoterra. La seconda rete è invece molto più bella – Son conferma la sua abilità nel calciare con entrambi i piedi, destro o sinistro per lui è la stessa cosa. Controllo con il destro e tiro angolato col mancino dal limite dell’area, la vittima è stavolta l’Amburgo, la squadra che lo ha lanciato nel professionismo. All’Amburgo segna tre gol, il secondo dopo aver dribblato il portiere in contropiede e il terzo con un tiro piazzato a tu per tu con l’estremo difensore nerazzurro. Tira di piatto, preferisce piazzare la palla che concludere di potenza. I suoi gol sono belli da vedere, dieci prodezze totali in trentuno incontri di campionato. Inoltre esordisce anche in Champions League giocando otto partite ma collezionando soltanto due cartellini gialli. Ma nella nuova stagione, la 2014/2015, in due gare di qualificazione all’ex “Coppa dei Campioni” mette a segno due gol. Son è ormai pronto a volare anche in Europa.

Son Heung-Min 3

In patria è noto come il “Cristiano Ronaldo” della Corea. Con la nazionale prende parte alla Coppa d’Asia del 2011 piazzandosi al terzo posto nella competizione e conquistando la medaglia di bronzo. Esordisce nella vittoria con il Bahrein per poi restare in panchina contro l’Australia e tornare in campo contro l’India mettendo a segno il suo primo gol con la nazionale. A soli 19 anni Son gioca anche la semifinale persa contro il Giappone ai calci di rigore e la finale per il terzo e quarto posto, nella quale la Corea del Sud ha battuto l’Uzbekistan. È considerato il più promettente talento del calcio asiatico da molti esperti di calcio internazionale. Nella stagione 2011/2012 partecipa alle qualificazioni asiatiche per il Mondiale brasiliano conquistando la qualificazione con le “tigri” sudamericane. Disputa anche le amichevoli contro la Spagna e la Polonia, tuttavia in tutto l’anno realizza un solo gol, contro il Qatar. Ai Mondiali, con una nuova acconciatura: stavolta i capelli sono tinti di biondo,  è nettamente il migliore della Corea del Sud. La rassegna brasiliana per i sudcoreani è un fallimento ma Son riesce a segnare un gol contro l’Algeria, nella sconfitta contro l’Algeria.

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