A caccia di talenti – Luke Shaw, il teen-ager più pagato al mondo

InghilterraQuasi quaranta milioni (sono 39 e 375 mila euro) non sono pochi, soprattutto per un diciottenne. Luke Shaw è entrato di recente nella classifica dei calciatori under-20 più pagati al mondo, superando Wayne Rooney e raggiungendo il primo posto in questa speciale graduatoria. Sarà un nuovo giocatore del Manchester United che ha trattato a lungo con il Southampton per acquistare il suo cartellino. Nato a Kingston upon Thames, a Londra, è uno dei terzini più promettenti del panorama calcistico mondiale, insieme al francese Lucas Digne del PSG. Convocato da Roy Hodgson per il Mondiale 2014, un’edizione fallimentare per l’Inghilterra, è sceso in campo nell’ultima partita contro la Costa Rica. Da piccolo Shaw frequenta la Rydens Enterprise School e cresce guardando le partite del Chelsea, la sua suqadra del cuore. Da sempre ha sognato di poter vestire un giorno la maglia Blues ma non è mai riuscito ad entrare nell’Academy del club londinese. Nel 2003 viene tesserato dal Southampton, quando ancora ha otto anni, entrando a far parte della formazione U18 a qundici anni. Nel 2011 ottiene la prima convocazione in prima squadra per una partita di Coppa di Lega nella quale però non scende in campo. Per vederlo giocare per la prima volta con i Saints bisogna aspettare il 28 gennaio del 2012 quando sostituisce in una gara di FA Cup l’ala Jason Puncheon giocando tredici minuti della partita. A sedici anni iniziano a piombare offerte al Southampton per acquistare la giovane promessa anglosassone, in particolar modo si fanno avanti Chelsea, Manchester City e Arsenal.

Luke Shaw SouthamptonI biancorossi sono bravi a blindarlo sottoscrivendo con il ragazzo il suo primo contratto da professionista insieme ad altre grandi promesse come insieme a Jack Stephens, Calum Chambers e James WardProwse. La stagione 2012-2013 inizia con il primo esordio da titolare nell’incontro di Coppa di Lega contro lo Stevenage. Shaw gareggia per novanta minuti e contribuisce al trionfo della propria squadra per quattro a uno sugli avversari. Bisogna attendere qualche mese per vederlo vestire la maglia del Southampton in Premier League. Alla decima giornata colleziona nove minuti nella sconfitta contro West Bromwich, la settimana seguente scende in campo dall’inizio nel pareggio con lo Swansea. Segue una serie di undici partite consecutive la quale viene interrotta a causa di un infortunio alla caviglia del terzino sinistro. Torna a calcare il manto erboso del St. Mary’s Stadium nella ventisettesima giornata, per poi fermarsi nuovamente a fine campionato. La sua valutazione sale a picco e si inzia a vocifera del suo talento in terra british.

Luke Shaw Southampton 2L’annata 2013-2014 è quella della svolta. Il Southampton di Pochettino, quello dei giovani, fa innamorare l’Inghilterra e non solo. Tra i vari Lallana, Ramirez, Lovren, Mayuka, Schneiderlin e Rodriguez, c’è anche Luke che è il padrone della fascia sinistra del campo. Trentacinque presenze in campionato, a partire dalla prima gara con il West Bromwich. Comincia bene, uno a zero con il suo assist che si è rivelato decisivo. Ne farà tanti altri nel corso della sua stagione, finora non ha mai trovato la porta, forse perché Shaw preferisce assumere le vesti di assist-man. Ripartenze veloci, ottimi interventi in difesa, le caratteristiche che lo hanno distinto dagli altri esterni bassi della Premier. Più di tremila minuti giocati, contando anche le tre gare di FA Cup. Il suo rendimento è alto, ottime performances gli regalano qualche chanche in nazionale. Terminato il Mondiale, il Manchester United investe sul talento classe ’95 che lascia Southampton dopo undici anni trascorsi in maglia biancorossa.

Luke Shaw EnglandRoy Hodgson crede in lui e lo fa esordire con la nazionale maggiore il 5 marzo 2014 nell’amichevole Inghilterra-Danimarca dopo aver fatto tutta la gavetta con le selezioni giovanili con cui ha disputato diciassette partite in totale entrando nel tabellino dei marcatori in due occasioni. Inserito nella lista dei convocati per il Mondiale ha partecipato all’amichevole con l’Ecuador restando in panchina in quella contro l’Honduras. Al Mondiale il ct inglese non ripone su di lui tante aspettative e lo fa giocare soltanto nell’ultimo incontro inutile per la qualificazione in opposizione alla Costa Rica. Ora Luke spera di entrare stabilmente a far parte della nazionale di “Tre Leoni” e di guadagnarsi la fiducia del tecnico con le sue prestazioni a Manchester.

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