A caccia di talenti – Leon Bailey, il velocista giamaicano con il Genk nel destino

Leon Bailey 3Chi nasce in Giamaica ha due cose sempre presenti nel proprio DNA: la musica e il correre. Tralasciando il primo aspetto, che non è di nostra competenza, oggi parleremo di un giovane che ha saputo trasformare la sua grande corsa, abbinata a un talento calcistico da predestinato, in una professione. Leon Bailey è senza dubbio il più grande prospetto che offre attualmente il calcio caraibico e tra i più interessanti in circolazione in Europa. Lo potremo vedere all’opera nel corso della corrente stagione in Europa League, competizione a cui si è qualificato nei giorni scorsi e alla quale parteciperà con la maglia del Genk. Gioca in Belgio e ha da sempre ha avuto i colori del club bianco-blu nel destino, la sua infatti è una storia particolare che merita di essere raccontata. È un’ala totalmente mancina che predilige muoversi proprio sulla corsia sinistra, sulla quale durante la partita ama galoppare per tutti e 90 minuti. Deve ancora un po’ curare la fase difensiva ma in attacco sa essere micidiale. La straordinaria velocità, sia nella breve che lunga distanza, è senza dubbio la sua migliore qualità. Da non tralasciare però l’egualmente eccezionale agilità, che lo agevola molto nel compiere giocate di pregevole fattura. Amante del dribbling, è dotato di classe cristallina e di un tiro secco e preciso. Vede spesso la porta ma anche il compagno libero in area di rigore, riesce a coniugare alla perfezione il ruolo di goleador con quello di assist-man. Proprio per questa sua peculiarità è risultato decisivo nel cammino di qualificazione del Genk in Europa League. Ma è ancora troppo presto per parlarne, prima facciamo un salto indietro in un passato meno recente.

Leon Bailey 2

Leon Bailey (che ha ereditato il cognome dalla madre) nascein Giamaica il 9 agosto del 1997. Ebbene sì, stiamo parlando di un giovanissimo. Nel 2013 si trasferisce in Belgio con tutta la sua famiglia su volere del padre Craig Butler, la figura più determinante nella per ora breve carriera di Bailey. Il papà nota sin da subito grandi qualità nei suoi due figli quasi coetanei (l’altro è Kyle, un anno di giovane di Leon) e cerca di trovar loro una sistemazione nel Vecchio Continente. Il Genk è la prima scelta, i due si trovano subito bene nel vivaio del club belga che rimane positivamente impressionato dalle qualità del classe ’97. Quest’ultimo non può però esser tesserato, non avendo i documenti necessari ed essendo per giunta minorenne. Inizia quindi una lunga odissea che porta Bailey a svolgere periodi di prova in Olanda (all’Ajax, dove stupisce addirittura Frank De Boer, il quale dichiara di non trovare nel talento giamaicano alcun punto debole), all’USK Anif in Austria e infine al Trencin, una delle compagini più blasonate slovacche. Qui Bailey viene messo sotto contratto e trova stabilmente una collocazione. Il suo obiettivo rimane però tornare nel club di cui si è subito innamorato, ovvero il Genk. Così, compiuti 18 anni, prepara immediatamente le valigie e torna in quella che considera la sua vera casa. I belgi pur di riabbracciare il loro vecchio pupillo mettono sul piatto 1,4 milioni di euro, una cifra cospicua per un ragazzo molto talentuoso ma ancora senza presenze da professionista. Il Genk va però sul sicuro, conosce bene le potenzialità dell’esterno offensivo caraibico. A metà settembre della scorsa annata conquista la maglia da titolare dopo esser subentrato tre volte dalla panchina nelle prime quatto gare di campionato belga. Non la lascerà più e con il numero 31 dietro le spalle incanterà tutto il Belgio e non solo. A fine anno vince il premio di miglior giovane del campionato, un riconoscimento importante che negli anni è andato a finire tra le mani di calciatori che hanno avuto poi una carriera importante: Kompany, Biglia e Witsel gli esempi più lampanti. In totale, nelle 42 partite disputate, sigla 7 gol e mette a punto 11 assist, ricoprendo un ruolo importante nella qualificazione del Genk ai preliminari di Europa League. I bianco-blu, quest’anno in un’inedita maglia a strisce, hanno dovuto affrontare ben tre turni di qualificazione prima di staccare il biglietto per la fase a gironi: Buducnost Podgorica, Cork City e Lokomotiva Zagreb sono state mandate al tappeto, in sei partite Bailey è riuscito a collezionare 3 reti e altrettanti assist vincenti. E sarà solo l’inizio di un’altra grande stagione. In Inghilterra lo hanno a lungo corteggiato durante l’estate, soprattutto il Chelsea, che lo segue da parecchi anni, ma è quasi certo che rimanga a giocare tra i confini belgi almeno per quest’anno. Il Genk se lo coccola, ha un contratto in scadenza nel 2020 e non lo lascerà partire facilmente. Dopo aver ammaliato il Belgio, l’Europa è il prossimo obiettivo.

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