A caccia di talenti – Kasper Dolberg, gol e classe nel sangue per l’ultimo gioiello dell’Ajax

Kasper DolbergL’Ajax negli ultimi tempi ha perso quel blasone che possedeva negli anni novanta e ancor prima negli anni settanta. La fama di fucina di talenti continua però a persistere. Nella storia sono stati allevati nel vivaio dei Lancieri giocatori di livello mondiale e glorie della nazionale olandese: Johan Cruijff primo su tutti, ma anche Neeskens, Rijkaard, Bergkamp, Davids, Seedorf, Kluivert, i fratelli de Boer, Sneijder, van der Vart e tanti altri. Ancora oggi continuano a esser prodotti talenti che in futuro potranno avvicinarsi ai nomi sopracitati: Riedewald, Bazoer, Tete, Klaassen ed El Ghazi sono al momento i più promettenti. L’ultimo nome di questa lista potrebbe essere Kasper Dolberg, la sorpresa di questo avvio di stagione. Il tecnico Peter Bosz, nonostante la giovanissima età, gli sta dando fiducia e lo ha schierato in appuntamenti importanti come può essere un preliminare di Champions League. Dolberg si distingue da tutti gli altri calciatori appena menzionati per la propria nazionalità, è nato infatti in Danimarca e ad Amsterdam lo ha portato probabilmente il più grande scopritore di talenti scandinavi di sempre. Il nome di John Steen Olsen a molti di voi potrà dir poco, è stato lui però a scovare in quel di Malmö Zlatan Ibrahimovic e a condurlo sulla via dell’Olanda. Olsen nel corso degli ultimi anni ha continuato a lavorare per l’Ajax mettendo la sua firma sul trasferimento in bianco-rosso di grandi promesse danesi, tra cui spicca Christian Eriksen del Tottenham. Dolberg è ancora agli albori della sua vita calcistica ma siamo certi che avrà un futuro brillante. Ha tutte le caratteristiche del predestinato, è sbocciato nel settore giovanile dei Lancieri ed è poi esploso agli esordi con la prima squadra. È una punta centrale completa sotto tutti i punti di vista, fisicamente è ben strutturato ma allo stesso tempo dinamico, può ricoprire infatti anche il ruolo di esterno offensivo. Piede destro, 187 cm di statura e classe da vendere, è letale dentro l’aria piccola e pericoloso da fuori con conclusioni precise e angolate. Sa rendersi utile in fase di non possesso, abbina a pregevole eleganza spietata freddezza sotto porta ed è un abile tiratore di punizioni. Ha nelle corde caratteristiche che potrebbero renderlo nel giro di qualche anno uno degli attaccanti più apprezzati a livello europeo. E L’Ajax è il posto migliore dove poter crescere.

Kasper Dolberg Rasmussen nasce a Silkeborg, città dell’entroterra danese, il 6 ottobre del 1997. La carta d’identità gioca dunque a favore della sua crescita. Muove i primi passi da calciatore con lo GFG Voel, una piccola compagine locale che spesso lo schiera in caso di necessità anche sotto età. Si capisce sin da subito che è un predestinato e infatti a dodici anni arriva la chiamata del Silkeborg IF, club di massima serie danese che lo tessera aggregandolo al proprio settore giovanile. Prima di lasciare la madrepatria per volare in Olanda ha l’occasione per debuttare tra i professionisti in prima squadra. Nel maggio del 2015, a campionato quasi terminato e con la certezza matematica della retrocessione, il tecnico Kim Poulsen gli regala tre spezzoni di gara nei match contro Bröndby, Odense e Randers. A fine anno arriva l’irrinunciabile chiamata dell’Ajax, che lo preleva per la cifra di 270 mila euro. La sua prima stagione nei Paesi Bassi la trascorre tra le fila della seconda squadra, con cui disputa 22 partite mettendo a segno 8 gol. Oltre a una media-gol niente male Dolberg si distingue per prestazioni straordinarie e giocate di assoluta qualità, che lo portano prima a un rinnovo di contratto fino al 2021 e poi a diventare a tutti gli effetti un giocatore da Eredivisie. Esordisce in maglia bianco-rossa nel terzo turno di qualificazione per la Champions League all’Amsterdam ArenA nella gara contro il PAOK Salonicco, andata in scena nel luglio scorso. I greci passano in vantaggio dopo circa mezz’ora ma vengono riacciuffati nella ripresa da una botta dalla distanza del biondino danese che trova l’angolo basso alla destra del portiere avversario: un mix di potenza e assoluta precisione che si rivela vitale per il passaggio del turno dell’Ajax. Nella gara di ritorno scende in campo dal primo minuto partecipando alla vittoria olandese per 2-1 senza entrare nel tabellino dei marcatori. Ci riesce invece due volte nella sua seconda gara in Eredivisie, contro il Roda (la prima lo aveva contrapposto allo Sparta Rotterdam). Doppietta e palma di man of the match, i suoi due gol da distanza ravvicinata non riescono però a regalare all’Ajax, fermato sul 2-2 nel recupero, i tre punti. Peter Bosz lo vede ormai come una prima scelta o una valida opzione dalla panchina per subentrare nel secondo tempo. Così accade nella duplice sfida contro il Rostov in Champions League. L’Ajax pareggia la prima in casa ma perde rovinosamente in terra russa, al ritorno Dolberg entra in campo sul 4-0 ed è l’unico a dare un po’ di vitalità a una squadra con la spina staccata. Lotta, sgomita e si procura un calcio di rigore che viene trasformato da Klaassen per fissare il punteggio sul 4-1. Giovedì scorso ha anche collezionato la prima presenza in Europa League, sempre in Grecia, contro il Panathinaikos. Si prospetta per lui una stagione da protagonista, l’addio di Milik potrebbe avergli aperto le porte della titolarità. Continuare a crescere e stupire per diventare la nuova stella del calcio nordico è il suo obiettivo. Il talento e l’età sono dalla sua parte.

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