A caccia di talenti: José Maria Giménez, cuore e garra a servizio di Simeone

José Gimenez 2José Maria Giménez avrà un futuro radioso, c’è da starne certi. Ha solamente 20 anni ma insieme a Diego Godin forma già una coppia difensiva impenetrabile. Quest’anno i due hanno giocato insieme cinque partite e hanno subito due gol, guarda caso entrambi dal Barcellona di Leo Messi. Giménez ruba con gli occhi tutto ciò può, el Capitan, come lo chiamano in Uruguay, è uno dei difensori più forti del pianeta, nonché un grande esempio per i giovani. Tra Josema e Godin c’è grande intesa nonostante il pilastro della nazionale uruguayana abbia nove anni più del giovanotto di Toledo, piccolo paesino situato nella zona meridionale dell’Uruguay. Lì è nato José Gimenez il 20 gennaio del 1995. Spirito di sacrificio e forza di volontà, la maglia di Gimenez è sempre bagnata di sangue e di sudore. Questa è la sua migliore qualità, è un giocatore di tanta grinta e agonismo, uno che in campo si fa sentire nonostante abbia solo venti primavere sulle spalle. Ed è quello che da sempre contraddistingue gli uruguayani. “Perché il calcio l’avranno anche inventato gli inglesi ma in questo Río de la Plata c’è il talento puro. Talento e sangue. Talento e garra” – disse il telecronista uruguayano Carlos Muñoz dopo la partita dei Mondiali 2010, Uruguay-Ghana.

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In Sudafrica Gimenez non c’era, all’epoca era ancora nelle giovanili del Danubio. Ma un anno fa, in Brasile, il roccioso centrale sudamericano era presente. Nonostante le sole tre partite disputate in quella stagione con l’Atletico Madrid, il ct Tabarez decide di consegnarli le chiavi della difesa e di regalargli la possibilità di giocare un Mondiale da protagonista. Siede in panchina contro Costa Rica al debutto, poi, complice l’infortunio di Diego Lugano (non un capitano qualsiasi per la Celeste), scende in campo da titolare nelle seguenti tre partite. Tra queste c’è, ahimè, la vittoria contro l’Italia, al termine della quale Gimenez sfoga tutta l’adrenalina accumulata in novanta minuti in un pianto di gioia. Quest’estate ha invece preso parte alla spedizione uruguayana in Cile per la Coppa America. In suolo cileno è riuscito anche a segnare il suo terzo gol in nazionale nel sentito match contro il Paraguay. Come è andato in rete? Facile capirlo. Il colpo di testa è il suo punto di forza, è un difensore eccezionale nell’anticipare l’avversario nel gioco aereo e spesso si toglie la soddisfazione di timbrare il cartellino. Memorabile è il suo “tackle di testa” nella gara con il Villareal l’anno scorso. Gimenez tenta l’intervento in scivolata su un avversario, il quale è però abile a smarcarsi ed è pronto a calciare in porta. Come rimediare? Gimenez, da terra, si tuffa sulla palla e riesce a levare la sfera dai piedi dell’attaccante. Nel suo curriculum c’è anche un gol nel derby contro il Real Madrid, sempre di testa su corner. Alto 185 cm, predilige il piede destro ed è molto abile nel proteggere il pallone usando il fisico possente. Non è neanche lento, sa contrastare i giocatori brevilinei e veloci sfruttando la sua forza muscolare. Un paragone? Il primo nome che viene in mente è Diego Godin, suo compagno di reparto in nazionale all’Atletico Madrid. I Colchoneros lo prelevarono dal Danubio nel 2013 per 900 mila euro, dopo un grande Mondiale U-20. Adesso il suo valore non è inferiore ai 20 milioni di euro, difficilmente Simeone lo lascerà partire. El Cholo sa di avere in squadra uno dei migliori prospetti di tutto il Sud America e vuole tenerselo stretto.

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