A caccia di talenti – Henry Onyekuru, il dribblomane nigeriano tutto estro e fantasia

Il Belgio, si sa, è una grande fucina di talenti, specializzata nel far conoscere al calcio internazionali giovani promesse dal sicuro avvenire per poi fare soldi rivendendole a club più blasonati. È successo con Leon Bailey, ala giamaicana di cui avevamo parlato qualche mese fa prima che approdasse a gennaio al Bayer Leverkusen, ma anche ad altri giocatori con Onyinye Ndidi (passato a gennaio per 18 milioni di euro al Leicester), Dennis Praet e Jordan Lukaku, per citare i casi più recenti. L’Eupen non è tra le migliori corazzate della Jupiler League, tuttavia nella stagione corrente si sta facendo apprezzare per essere un club estremamente multietnico, giovane e ben fornito di talento. Tra tutti i fiori all’occhiello dei neo-promossi spicca il nome di Henry Onyekuru, ala sinistra dotata di grande incisività sotto porta. Le undici reti realizzate finora, condite anche da sei assist, lo hanno fatto conoscere oltre i confini belgi, tanto che nella sessione invernale di calciomercato sono iniziate a circolare le prime voci circa un suo trasferimento imminente. Celtic e CSKA Mosca si sono fatte avanti senza però concretizzare, Liverpool, Lipsia e soprattutto Siviglia rimangono attenti e sono pronti a scatenare un’asta di mercato in estate. Nato il 5 giugno del 1997 a Onitsha, città della Nigeria situata sulle sponde del fiume Niger che funge da importante crocevia commerciale per il paese, Henry Chukwuemeka Onyekuru è tra le più piacevoli rivelazioni della stagione in corso in Belgio. Non fatevi ingannare dal nome troppo complicato, preferisce farsi chiamare da tutti “Henry”, come ha anche scelto di far riportare dietro la maglia sopra al numero. Di professione fa l’esterno d’attacco, generalmente è impiegato a sinistra per sfruttare la sua abilità nell’accentrarsi e calciare in porta. È alto 175 cm e possiede passo e agilità, la sua arma migliore è seminare il panico tra le difese avversarie con dribbling sensazionali in spazi ridotti al minimo. Possiede dunque un ottimo controllo palla e padronanza di sé, oltre che una apprezzabile capacità di tiro. Potrebbe ancora migliorare invece nell’uso del piede debole, il mancino, è chiaro che stiamo parlando di un diamante ancora da sgrezzare. La velocità è un altro suo punto di forza, è un giocatore abile a capire quando allungare la palla sfruttando al massimo la propria rapidità oppure tenerla tra i piedi tentando numeri da circo come la veronica o giochi con il tacco e la suola. L’approdo in una grande squadra gli permetterebbe di migliorare ancor di più dal punto di vista fisico, dove pecca nei duelli corpo a corpo a causa della statura non eccelsa.

Dopo aver descritto le caratteristiche fisiche e tecniche di Henry Onyekuru, andiamo ora a conoscere meglio la sua storia. Come tutti i suoi coetanei inizia a giocare a calcio in patria finché un giorno non viene notato da osservatori della ASPIRE Academy, un’accademia sportiva con base in Senegal che provvede dunque anche alla sua educazione e al suo sostentamento. Il progetto ASPIRE era nato anni prima in Qatar per aiutare la crescita dello sport nel piccolo paese della Penisola Arabica, in seguito è stata fondata una sorta di succursale anche nella nazione africana. Qui Henry cresce fino all’estate del 2015, quando il club belga dell’Eupen dopo esser rimasto piacevolmente impressionato dalle sue qualità decide di scommettere su di lui e lo porta in Europa appena diciottenne. Ancora una volta il trasferimento è legato alla  ASPIRE Zone Foundation, proprietaria della società belga e rappresentata in Belgio dallo sceicco qatariota Tariq Abdulaziz Al Naama. Il progetto dell’Eupen è ambizioso: nel giro di pochi anni l’obiettivo è raggiungere la vetta del calcio belga e produrre una cospicua quantità di giovani giocatori da lanciare nel calcio che conta. Iniziano dunque a sbarcare nella città vicina al confine con la Germania promesse provenienti da ogni angolo del pianeta. Proprio in quest’ottica si configura l’acquisto di Henry Onyekuru (e anche di un altro prospetto africano, il ghanese Eric Ocansey, compagno di squadra del nigeriano in Senegal), il quale, dopo un periodo di iniziale ambientamento, debutta nella Proximus League, secondo gradino della piramide calcistica locale, a settembre in una gara pareggiata con il Dessel Sport. Per tutto il girone d’andata il classe ’97 trova spesso spazio in panchina, il tecnico spagnolo Jordi Condom Aulí inizia a vederlo come un titolare solamente verso metà gennaio. Onyekuru ne approfitta alla grande e nelle sue prime sei gare dal primo minuto realizza altrettanti gol per dare un impulso decisivo alla promozione dell’Eupen in massima serie. Il campionato termina con il bottino di 19 presenze, 6 reti e due assist vincenti ma soprattutto con la consapevolezza di poter lottare per una maglia da titolare anche in Jupiler League.

In estate la società sceglie di non rinforzare la rosa con grandi acquisti nonostante il salto in prima divisione, la linea continua a essere quella già tracciata in precedenza: arrivano nuovi giovani dalle varie accademie ASPIRE e si abbassa ancor di più l’età media della squadra. Onyekuru è ormai un titolare inamovibile, la fascia sinistra è diventata il suo regno. Alla terza giornata firma il suo primo gol in Jupiler League in casa del Westerlo, regalando all’Eupen i primi tre punti del campionato a nove minuti dalla fine. Ogni partita che passa migliora sempre più, fino al punto che a gennaio il suo passaggio al Celtic sembra inevitabile. Le ottime prestazioni hanno attirato gli occhi di osservatori di grandi club europei e gli scozzesi sono in netto vantaggio, tanto che i belgi acquistano in prestito dallo Standard Liegi Jean-Luc Dompé per tutelarsi in caso di eventuale partenza del nigeriano. A causa delle vicissitudini legate al mercato Onyekuru finisce fuori rosa per tre partite, in cui si assenta senza alcuna giustificazione ufficiale. Tuttavia non viene trovato l’accordo tra le due società e l’africano rimane all’Eupen, di conseguenza viene reintegrato in rosa. Appena due settimane dopo segna un gol decisivo al 96′ in casa del Gent, approfittando di un’uscita a vuoto con i piedi del portiere avversario in situazione di contropiede per consegnare la vittoria ai bianconeri. Per ora vanta un bilancio di 28 partite disputate, arricchite da 6 assist e 13 reti, due delle quali realizzate nella coppa nazionale in cui l’Eupen ha battuto Club Bruges e Kortrijk prima di arrendersi ai piedi dello Zulte-Waregem in semifinale. Concluderà il campionato in Belgio cercando di evitare la retrocessione, poi in estate si vedrà il da farsi. Quasi certa una sua partenza verso lidi più prestigiosi, su di lui si è mosso ultimamente anche l’interesse dell’Arsenal. Con quale squadra svolgerà la preparazione estiva non ci è dato saperlo, quel che è sicuro è che però il nigeriano ha davanti a sé un futuro roseo. A breve inoltre dovrebbe arrivare la tanto attesa chiamata della nazionale nigeriana – «Sarà fantastico giocare per il mio paese e spero di avere la possibilità di farlo un giorno» – ha dichiarato recentemente Onyekuru.