A caccia di talenti – Aleksandar Mitrovic, il gigante buono che ha stupito il Belgio

Terza “puntata” della rubrica A caccia di talenti, dopo lo scozzese Ryan Gauld e lo spagnolo Keita Balde Diao, ci spostiamo in Belgio per conoscere meglio Aleksandar Mitrović, centravanti dell’Anderlecht e della nazionale serba.

Serbia

Mitrovic nasce a Smederevo, città della Serbia centrale la cui popolazione oscilla intorno ai 100 mila abitanti, il 16 settembre 1994. Inizia a calciare i primi palloni a undici anni d’età quando entra nella scuola calcio del Partizan, nota società calcistica di Belgrado. Per questo lui e la sua famiglia si trasferiscono nella capitale, dove rimarrà sino a 18 anni. Dopo aver fatto tutta la gavetta, partendo dalle categorie minori fino alla primavera, nel 2011 il Partizan lo cede in prestito al Teleoptik, nella serie cadetta serba. Dopo le prime due partite guardate dalla tribuna, esordisce il 27 agosto 2011 nella gara interna contro il Mladenovac. Croce e delizia per l’Optičari, l’allora diciassettenne mette a segno una rete nel secondo tempo venendo successivamente espulso per doppia ammonizione. Nel complesso disputa 25 partite delle quali 24 come titolare entrando nel tabellino dei marcatori sette volte. Raccoglie inoltre dieci presenze con la nazionale serba U19, realizzando sette reti di cui due contro i pari età della Romania.

Aleksandar Mitrovic

Torna al Partizan con le ossa già fatte. Prestazioni convincenti convincono il tecnico Vladimir Vermezović a schierarlo più volte titolare. Calca per la prima volta il campo della SuperLiga nella sconfitta esterna a Pećinci contro il Dorji Srem, entrando dopo un’ora. In quella partita si mette in mostra servendo Sasa Markovic al ’78. Nella gara successiva parte titolare e decide la partita al ’41 quando insacca di testa un cross di Nikola Ninkovic ai danni dello Jagodina. Diventa una pedina fissa nello scacchiere di Vermezović e in totale salta solo quattro partite, della quali due per squalifica. Con la compagine serba disputa l’Europa League giocando due partite contro l’Inter e segnando contro il Tromsö. Il suo bottino personale nella stagione 2012/2013 è di 18 reti e 4 assist in 43 partite collezionate con i Grobari e la nazionale.

Aleksandar Mitrovic

Lascia il Balcani per 5 milioni di euro versati dall’Anderlecht nelle casse del Partizan, una cifra record per il calcio belga, ancor di più se si considera che Mitrovic, al momento del trasferimento, aveva 18 anni. Firmato un contratto di cinque anni, il bomber serbo si aggrega alla rosa a disposizione del mister John van den Brom, vestendo per la prima volta la sua nuova maglia nella prima giornata di campionato, in una sconfitta 4-3 rimediata dallo Zulte-Waregem. Non segna ma si dimostra un ottimo assist-man, partecipando ai gol di de Zeeuw e Suarez. Non tarda ad arrivare il suo primo gol belga, anzi, nella seconda giornata prende parte alla goleada contro il Mechelen realizzando due delle cinque marcature. Ad oggi ha siglato 13 reti in 23 partite di Jupiler League, una media pazzesca, la più alta del campionato. Fisicamente molto possente (189 cm) è il prototipo del centravanti moderno, tanto bravo con i piedi quanto freddo e cinico sotto porta. Sette gol con il piede destro, il suo preferito, uno con il sinistro, tre di testa, uno su rigore e uno su tap-in. Un suo difetto è quello di finire spesso nel taccuino dell’arbitro. Già quattro espulsioni in carriera, quest’anno ha saltato due partite per squalifica.

Mitrovic

La Serbia sta attuando la politica del ringiovanimento tra le punte in nazionale. Markovic, Ljajic, Tadic, Djordjevic, tutti giocatori con poche presenze, pronti per dare il cosiddetto “ricambio generazionale” a una squadra che negli anni ha avuto bandiere del calibro di Nikola Žigić, Savo Milošević e Mateja Kežman. Tra questi giovani rientra sicuramente Aleksandar Mitrović, tre presenze e un gol all’attivo con la selezione serba. Tuttavia è ancora presto per considerarlo un giocatore titolare nella nazionale maggiore anche se, date le sue recenti prestazioni all’Anderlecht, Ljubinko Drulovic, allenatore della nazionale, potrebbe farci un pensierino.

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